Cosa significa dimensione temporale in musica
La percezione dinamica del tempo è oggi al centro dell’attenzione scientifica. Nella vita quotidiana esiste una differenza importante tra il tempo personale, sempre una questione interiore, e il tempo pubblico, esterno, che regola alcuni aspetti delle nostre azioni. Suonare musica implica un uso originale del tempo: il musicista lo ricrea, trattando lo spazio-tempo in senso verticale, come simultaneità di suoni, e in senso orizzontale, come successione melodica.
I musicisti traspongono mentalmente e simultaneamente gli schemi della partitura lungo un continuum temporale. Allo stesso modo, quando ascoltiamo musica tonale occidentale, ogni sequenza sonora si dispone su più piani: in gradi di intervalli consonanti o dissonanti, in un ritmo e in una pulsazione metrica, in sequenze dinamiche. Tutte queste attività cognitive devono trovare posto ed essere rappresentate nella mente entro un continuum temporale.
La dimensione temporale in pratica
Ascoltare ed eseguire musica significa decodificare processi temporali grazie a strutture cognitive specifiche. Studi recenti suggeriscono l’esistenza di strutture cognitive di base, comuni al di là della cultura o dell’esperienza personale, attraverso cui ascoltiamo, suoniamo e amiamo ogni tipo di musica. Il tempo musicale diventa così un linguaggio condiviso che intreccia biologia, percezione ed emozione.
Termini correlati
Concetti vicini alla dimensione temporale in musica sono la percezione del tempo, il ritmo, la memoria uditiva e l’elaborazione cognitiva delle sequenze sonore.
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