Che cosa è il documentario Vaxxed
Vaxxed, il cui titolo originale è “Vaxxed: From Cover-Up to Catastrophe”, è un film documentario statunitense diretto da Andrew Wakefield e distribuito nel 2016. La pellicola sostiene l’esistenza di un legame tra il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia e l’autismo, riprendendo tesi che l’autore aveva formulato in passato. Il documentario era stato inizialmente inserito nel programma del Tribeca Film Festival di New York, per poi essere ritirato dalla selezione a seguito delle critiche di parte della comunità scientifica.
La figura di Andrew Wakefield è centrale per comprendere il caso. Ex medico britannico, Wakefield fu autore di uno studio pubblicato alla fine degli anni Novanta che ipotizzava un collegamento tra vaccino e autismo. Quello studio è stato in seguito ritirato dalla rivista che lo aveva pubblicato e Wakefield è stato radiato dall’albo dei medici nel Regno Unito. Questi fatti costituiscono il contesto in cui il documentario va collocato.
Perché la comunità scientifica ne respinge le tesi
Il punto su cui esiste un ampio consenso scientifico è chiaro: numerosi studi condotti su vaste popolazioni, in Paesi diversi e nell’arco di molti anni, non hanno trovato alcuna associazione tra i vaccini e l’insorgenza dell’autismo. Le principali autorità sanitarie internazionali considerano i vaccini strumenti efficaci e sicuri di prevenzione, i cui benefici superano ampiamente i rari effetti indesiderati.
Per questa ragione le affermazioni presenti nel documentario sono ritenute prive di fondamento scientifico. Il tema resta però rilevante non per le tesi che il film sostiene, ma per ciò che il caso rivela sui meccanismi della comunicazione e della percezione del rischio. Comprendere perché un messaggio smentito dalla scienza possa comunque diffondersi è una questione che riguarda da vicino la psicologia.
Il ruolo della percezione del rischio
La psicologia della salute studia da tempo perché le persone valutino i rischi in modo non sempre coerente con i dati. La paura di un danno vivido e drammatico, anche se estremamente raro o inesistente, tende a pesare più di un beneficio diffuso e poco visibile come la protezione di comunità dalle malattie infettive. Questo squilibrio percettivo aiuta a spiegare parte dell’esitazione vaccinale.
Fiducia, emozioni e narrazione
Un altro elemento riguarda la fiducia. Quando la fiducia nelle istituzioni sanitarie è fragile, i messaggi che denunciano presunti occultamenti trovano terreno fertile. Le narrazioni costruite attorno a storie personali ed emotivamente intense risultano inoltre più memorabili e persuasive dei dati statistici, anche quando questi ultimi sono solidi e coerenti.
Domande frequenti
Vaxxed dimostra un legame tra vaccini e autismo?
No. Il documentario sostiene questa tesi, ma non esiste alcuna prova scientifica di un simile legame. Numerosi studi su ampie popolazioni hanno escluso qualsiasi associazione tra vaccini e autismo.
Chi ha realizzato il documentario?
Il film è stato diretto da Andrew Wakefield, ex medico britannico radiato dall’albo professionale, autore di uno studio sul tema poi ritirato dalla rivista che lo aveva pubblicato.
Perché il film ha avuto tanta risonanza?
La risonanza è nata soprattutto dal ritiro dal Tribeca Film Festival e dal dibattito pubblico che ne è seguito. Il caso è diventato un esempio studiato di come un messaggio privo di basi scientifiche possa comunque circolare ampiamente.
Perché la psicologia si interessa a questo caso?
Perché offre un esempio concreto dei meccanismi di percezione del rischio, di fiducia nelle istituzioni e di persuasione emotiva che influenzano le decisioni delle persone in ambito sanitario.
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