Quadro introduttivo

Il mal di testa, che possiamo anche chiamare cefalea o cefalalgia, dolore al capo, è un sintomo e una patologia molto comune: possiamo sintetizzarne l’epidemiologia dicendo che il 50% della popolazione mondiale ha avuto esperienza di mal di testa nel corso della vita e che il 15% delle persone nel mondo soffre di emicrania. Costituiscono circa un miliardo di persone nel globo. La maggioranza dei casi sono benigni. Comunque, dato che la cefalea è così diffusa, è importante conoscere meglio questa patologia e avere il giusto approccio per ridurne dolore e sintomi collaterali.

Descriverò in primis la cefalea dai punti di vista clinico e terapeutico della medicina occidentale e anche da quello della medicina tradizionale cinese, dato che la plurimillenaria tecnica dell’agopuntura è sempre stata ed è considerata come uno dei più efficaci metodi di cura e di guarigione di tale patologia.

Possiamo trovare varie classificazioni, non solo teoriche ma anche cliniche, diverse tra loro per sintomi e fenomenologia.

La medicina occidentale

Parlando dal punto di vista della medicina occidentale possiamo dire che l’emicrania è una delle più comuni manifestazioni del mal di testa. Di solito dura dalle 4 alle 72 ore, è caratterizzata da dolore cefalico monolaterale e di solito è pulsante. Possiamo riconoscere tale categoria sintomatologica dato che di solito il dolore peggiora con l’attività fisica. Possono essere associati nausea, vomito, e foto+fono fobia. È più diffusa nella fascia d’età che va dai 20 ai 40 anni, di più tra le donne. Possiamo riscontrare varie fasi in questa patologia: innanzitutto c’è un aumento degli sbadigli, della percezione della sete, ci può essere anche ritenzione idrica. Dopo tale fase, possiamo avere la fase dell’aurea: può durare da 5 minuti fino ad un’ora, ed è caratterizzata da ipotetico formicolio ed anormalità nella visione. Poi possiamo avere la fase di dolore, con cefalalgia, e alla fine di questa fase ci possono essere residuati come perdita di appetito ed euforia, dovuta alla risoluzione dei sintomi. Tutto questo pattern è correlato a predisposizione genetica, a disfunzioni ipotalamiche, ad iperattività encefalica, e correlato anche ad un locale disequilibrio metabolico (anormalità nell’attività mitocondriale). Fortunatamente non è così comune ma devo ricordare certi rischi correlati a stroke, ictus, dovuto a depositi sottocorticali di glia e ferro.

Un’altra condizione piuttosto diffusa è la cefalalgia tensiva, le crisi possono durare dai 30 minuti ai 7 giorni. È generalmente bilaterale e oppressiva. L’attività fisica di solito non la peggiora. In associazione possiamo avere anoressia.

Possiamo anche infine descrivere le cefalee a cluster, caratterizzate da un dolore periorbitale fronto temporale. Ci sono altresì sintomi autonomici come rinorrea, lacrimazione, ptosi dell’occhio. Può durare fino a 3 ore. Il dolore è davvero intenso.

Anche la nevralgia trigeminale è classificata tra i dolori alla testa. È parossistica, dura secondi o minuti. Di solito è unilaterale, dovuta alla irritazione del nervo trigemino, V nervo cranico, che ha tre branche terminali: solitamente sono coinvolte quelle mandibolare e mascellare. Il dolore è nei mesi o negli anni ricorrente e recidiva più volte nel corso sia del giorno che della notte.

Ricorderò anche le cefalee a singolo episodio e quelle croniche.

Il primo gruppo è caratterizzato da: meningiti, encefaliti, emorragia subaracnoidea. Di solito il dolore è acuto e ingravescente, c’è irritazione meningea con rigidità del collo e sonnolenza. Anche una lesione craniale può dare simili sintomi. La sinusite può essere similmente correlata con cefalalgia, a localizzazione nei seni frontali e mascellari. Anche il glaucoma acuto è associato a mal di testa, periorbitale..

La cefalea cronica ha casistica limitata e può essere espressa con scarso dolore; può essere dovuta ad aumento della pressione intracranica, essendo questa associata a vomito, papilledema, possono inoltre coesistere scosse e deficit focali. Di solito il tutto è dovuto alle lesioni/masse occupanti spazio. Abbiamo cefalee croniche anche quando si instaura una condizione di cefalea con dipendenza da farmaci, e la cefalea può diventare quotidiana. Tutte queste categorie sono cefalee secondarie.

La medicina tradizionale cinese

Nella medicina tradizionale cinese abbiamo classificazioni differenti. Possiamo avere origini da pieno e da vuoto. Da vuoto: deficit del qi, deficit del sangue, deficit dello yin o dello yang, e anche deficit di jing. Da pieno: dovuto a vento e freddo, dovuto anche a calore e umidità, o da stasi di qi e sangue, infine da flegma. Le cause sono varie: la costituzione della persona, cause psichiche (rabbia, preoccupazione, paura), eccesso di attività mentale, l’iperlavoro, o alcuni cibi (cibi grassi, latticini, cibi eccessivamente salati), vento e umidità, traumi.

Possiamo fare distinzioni in base alle sedi: temporale o cefalea shao yang, frontale o yang ming, occipitale o tai yang, infine al vertice del capo o jue yin. Questo significa:

  • al vertice del capo:
    • è considerato essere dovuto alla fuga dello yang del fegato
    • è correlato con un dolore acuto, se c’è vuoto del sangue del fegato
    • ci sono casi con tale localizzazione, dove però il dolore può essere anche sordo e associato ad astenia, a perdita di memoria
  • se invece i sintomi sono ad entrambi i lati della testa:
    • dovuto alla fuga dello yang del fegato nuovamente
    • con dolore acuto pulsante, se da vento del fegato
    • se infine c’è sapore amaro in bocca è considerato associato a fuoco del fegato.
  • Se il dolore è frontale, è correlato a fuoco dello stomaco, si presenta un dolore acuto e intenso con bulimia, vertigini.
  • Possiamo avere poi il caso del dolore al lobo occipitale:
    • riferibile a vuoto di rene con dolore ottuso
    • correlato anche a vento e freddo, il dolore invece può essere acuto e ci può essere rigidità del collo.
  • Se il dolore coinvolge gli occhi
    • è dovuto a vuoto del sangue del fegato
    • viceversa è correlabile a fuga dello yang del fegato se ottuso.
  • Se fosse coinvolta tutta la testa con una globale cefalalgia
    • sarebbe dovuto a vuoto del jing del rene…è un dolore sordo ottuso e si presenta una sensazione di testa vuota.
    • quando è determinato da vento esterno si presenta con dolore acuto ed intenso.

Nella medicina tradizionale cinese si fanno distinzioni diagnostiche in base ai sintomi; in generale se la cefalea è sorda e ottusa è dovuta a deficit di sangue, se è un dolore associato a senso di pesantezza è correlabile al fegato, se è pulsante è correlato con il calore. La cefalea può peggiorare durante il giorno se è dovuta a deficit di qi e sangue o se c’è correlazione con l’umidità. Peggiora di notte se è correlata a deficit o a stasi di sangue o a deficit dello yin. Se peggiora con l’attività è dovuta al qi o al deficit di sangue, se peggiora riposandosi è dovuta alla fuga dello yang del fegato o al flegma.

Da tutto ciò è tratto l’approccio terapeutico.

Approcci terapeutici

Ora parlerò della terapia:

  • È importante rilassarsi, evitare cibi come latticini, formaggi, cioccolata
  • Parlerò in seguito brevemente di modalità cognitivo-comportamentali

Vediamo le proposte secondo la medicina classica occidentale:

  • La terapia è basata sui FANS e su antidolorifici analgesici, ma anche su triptani ed ergotamina

È proposta una profilassi farmacologica se avvengono più di tre attacchi al mese o più di una settimana di sintomi circa nel complesso. È basata su beta bloccanti come propranololo e atenololo o anche Calcio antagonisti, e su antidepressivi che possono dare un aiuto; possono essere usati anche gli antiepilettici

La vitamina riboflavina B2 può dare un aiuto dopo tre mesi di utilizzo dato che bilancia l’attività mitocondriale metabolica e 60% dei pazienti risponde positivamente

  • Se si considera la cefalea tensiva posso ricordare antidolorifici e anche l’amitriptilina

Per la medicina tradizionale cinese:

  • Il rimedio principale rimane l’agopuntura; questa tecnica antica e moderna bilancia il sistema di reward-oppioidi endogeni così da ridurre la percezione di dolore ed aumentare le sensazioni di benessere. Citerò qualche punto utile in caso di cefalea…
    • GV20, si-shen-chong
    • LV2, LV3, LV8
    • BL20, BL23
    • GV16, GB20
    • KI3, SI3
    • BL2, ST8
    • Tai yang
    • P6
    • SP6, SP10

Siccome l’agopuntura disperde energie dato che invia energie dalla testa (dove tali nodi energetici tenderebbero ad accumularsi portando a tensione) verso la periferia, è davvero positiva e va provata per abituarsene

  • Infine un migliore approccio esistenziale è sempre suggerito: dato che il reward system è base per il benessere, è fondamentale aumentare le molecole che lo regolano innanzitutto riducendo lo stress e le attività stressanti, secondariamente aumentando la sensazione di benessere credendo di più in chi si è e in ciò che si realizza, e trovando anche più tempo da dedicare agli hobbies. È importante non sovrastimolare il reward system con cibi grassi e cioccolata per non assuefarlo, ma vivere in condizioni di bilancio di reward è base per vivere meglio: fare le nostre attività preferite, andare al parco per apprezzare la natura, a correre, fare sport, andare al cinema e a teatro, vedere e fare arte, trascorrere più tempo con il partner, in famiglia e con gli amici o anche fare attività detox da soli per un po’ di tempo, per poi divertirsi con i propri cari in seguito, sono scelte fondamentali da compiere per ridurre la pressione che si crea dalla routine quotidiana, per aumentare il benessere e per vivere meglio per quantità e qualità di vita.

Bibliografia

  • Oxford american handbook of clinical medicine
  • Harrison’s Internal Medicine Principles, McGraw Hill
  • Maciocia, Traditional Chinese Medicine Principles, MASSON

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