Cervello e fantasia

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Disattiva il cervello e l’occhio vede senza significare nulla: il significato infatti dipende in gran misura dall’immaginario, e non solo dalla realtà percepita. L’occhio infatti può essere chiuso ed al buio mentre nel sogno nitide immagini e percezioni fantastiche si formano all’interno del cervello. Ciò avviene perché durante il sogno REM (Rapid Eye Movement) l’occhio funziona come un interruttore che segnala al cervello di produrre immagini, che sono certamente fantasiose, in quanto l’immaginario è una funzione vitale del nostro modo di vivere e significare la vita. Il pensiero formale che usiamo per riferimento mnemonico nella vita di tutti i giorni,deve essere acquisito culturalmente e ciò in gran parte tende ad inibire il modo naturale di lavorare del cervello che è improntato geneticamente per generare significati facendo ampio ricorso alla fantasia. Di ciò si sono da sempre resi conto scienziati ed artisti, Einstein fu convinto che la immaginazione è la più scientifica delle facoltà mentali, Ludwig Boltzman affermo che la fantasia è la culla di ogni teoria scientifica affermata; e certamente ognuno di noi può capire, semplicemente prendendo in considerazione antiche novelle, come le finzioni scientifiche di un tempo siano oggi divenute attuabili nell’utilizzazione delle più avanzate tecnologie. Oggi il ricorso all’immaginario diviene nuovamente una necessità storica per dare sviluppo alla “realtà virtuale”, che rappresenta un differente livello di realtà in cui il ricorso alla immaginario è più potente, proprio in quanto l’apprendimento nel cyberspazio (e.learning) trova un riferimento inusuale dello spazio/tempo Nell’apprendimento dei bambini il ricorso ad elementi fantasiosi è certamente più naturale e pertanto dovremo favorirne il ricorso alla creazione di una letteratura multimediale basata su le loro capacita di astrazione intuitiva e fantastica. Il pedagogo Italiano Gianni Rodari ha scritto un libro “LA GRAMMATICA DELLA FANTASIA” che èuna piacevole Introduzione all´arte di inventare storie" dove si indica la genesi delle creazioni fantastiche. Il cervello infatti si sviluppa nell’apprendimento con modalità di integrazione differenziate in quanto le aree cerebrali che si attivano facendo ricorso alla realtà virtuale elaborata elettronicamente, rispetto alla percezione sensoriale diretta sono diverse. La asimmetria di funzionamento cerebrale tra la elaborazione della informazione virtuale è piu accentuata e quindi si comprende come non ci sia equivalenza tra la istruzione tradizionale in presenza, e le modalità di apprendimento in e.learning mediato dal computer. Quanto sopra suggerisce la necessita di programmare una più attenta valutazione della realtà virtuale in particolare nel suo utilizzo applicativo nell’apprendimento. A tale scopo abbiamo proposto il Progetto Europeo di e.Learning – “NARNIA” finalizzato a migliorare le contemporanee modalità di evoluzione dell’apprendimento mediante lo studio delle mappe mentali e concettuali, sia per dare l’opportunitàai bambini di valorizzare la loro creatività operativa, ma anche per finalizzare tali attivita ad una ricerca innovativa sulle nuove capacità di apprendimento che favoriscano la intuizione e la fantasia nella dinamica della trasformazione della futura società della conoscenza.

 

Bibliografia

SUPER-EVA- http://guide.supereva.it/arte_moderna/interventi/2002/02/94784.shtml
EU-Project: http://www.descrittiva.it/calip/dna/narniaeuproject-04-05-30.doc
Mappe Concettuali : http://cmap.coginst.uwf.edu/info/

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