[button link=”https://www.neuroscienze.net/wp-content/uploads/2012/04/Alzheimer-Calcare.pdf” color=”red” newwindow=”yes”] Scarica l’articolo integrale in PDF[/button] Assurda può sembrare l’ipotesi che mi accingo a presentare, ma se osservo la natura e le sue manifestazioni più evidenti forse questa teoria non è lontana dalla possibilità di avere basi scientifiche.
Elencherò una serie di dati certi ed inconfutabili e se le mie osservazioni son corrette, insieme ai dati raccolti, molto potrebbe essere modificato nei prossimi anni in campo medico.
Iniziamo: gli elementi che dominano il nostro pianeta sono l’acqua, l’ossigeno ed elementi minerali, uno di questi è il calcio. Continuando a valutare il nostro corpo, esso è composto dal più del 60 % di acqua, consuma ossigeno e l’elemento minerale che in esso domina è il calcio che compone la struttura ossea. Gli ioni di calcio regolano la contrattilità muscolare e la trasmissione sinaptica del sistema nervoso. Ebbene cosa succede in natura quando alcune condizioni chimiche fanno interagire l’acqua, l’anidride carbonica e il calcio?
Il calcare è il sedimento più naturale che esista in natura, è un residuo che troviamo in tutte quelle condizioni dove variazioni di temperatura e PH creano processi interattivi tra acqua, anidride carbonica, ossigeno e calcio. Le stalattiti ne sono un esempio eclatante.
Osserviamo ora se queste stesse condizioni sono presenti nel nostro corpo e più specificamente in alcuni punti dell’ encefalo.
[learn_more caption=”info” state=”open”] foto: http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/04/neurons.jpg[/learn_more]
p.s Tutti i dati in mio possesso derivano da osservazioni raccolte su TAC E RMN in pazienti con demenza senile pre-clonclamata e conclamata, a questi si aggiungono osservazioni medico ambulatoriali su pazienti che iniziano a sviluppare la patologia(decorso evolutivo)e utilizzo di test psicocognitivi. Non sono in possesso di vetrini di tessuto impregnati di carbonato di calcio, quelli dimostrerebbero che la teoria è certezza e non un ipotesi come attualmente afferma l’articolo, infatti cerco colleghi che si occupano di neurobiochimica di membrane neuronali, per un eventuale ricerca specifica sui tutti i miei dati indiretti.