Filosofia della Complessità


Prospettive sul concetto di evoluzione e biomimesi, in relazione alla filosofia della complessità

«L’ingegno umano mai troverà invenzione più bella,
né più facile né più breve della natura,
perché nelle sue invenzioni nulla manca e nulla è superfluo.»
Leonardo da Vinci

Introduzione

Gli esseri umani sono costantemente coinvolti in interazioni complesse di varia natura: cooperano e competono tra di loro, comunicano per scambiarsi informazioni, acquisiscono nuove competenze osservando e imitando gli altri.
Un’idea emergente nell’ambito delle neuroscienze cognitive è che per gestire in modo adeguato questa complessità gli esseri umani hanno evoluto meccanismi neurocognitivi specificamente deputati (Adolphs, 2001), come la capacità di vedere il mondo dal punto vista degli altri (‘teoria della mente’) o a partire da altri concetti; la presa in carico di una prospettiva differente, non propria ma estrinseca.
Un sistema complesso è frutto di punti di vista differenti che, come aveva già notato Cusano, non sono in contraddizione tra loro, anzi finiscono per essere compatibili anche quando appaiono in contraddizione (‘compatibilità degli opposti’).
Spesso la molteplicità dei punti di vista viene scambiata per complicazione, ma non è il singolo punto di vista a dare una descrizione fedele della realtà, quanto piuttosto la somma dei diversi punti di vista che migliora la conoscenza e la spiegazione del funzionamento del sistema (Madonna, Nasti, 2015).

Prospettive sul biomimetismo

Il biomimetismo vede la natura come fonte di ispirazione per la creazione o perfezionamento di materiali, ovvero per quell’innovazione che deriva da essa.
La visione biomimetica può essere applicata a diversi settori e ambiti:
in filosofia del linguaggio il principio di composizionalità ci illumina sul significato di un’espressione complessa come significato di componenti dell’espressione stessa e dalla sua struttura sintattica. Così la veridicità di un’affermazione può configurarsi come l’intreccio di più ipotesi.
Possiamo avere una visione di complessità tra meccanismi intrecciati dallo stesso percorso bio-logico; in fisiologia e patologia: la piastrina quando provoca il trombo sta esercitando il suo mestiere, così come la trombina e la fibrina. Anche la cellula macrofagica, quando ingloba le lipoproteine ossidate, sta esercitando il suo mestiere (lo spazzino), anche se questo poi causa l’accumulo delle foam cells nella tonaca intima dell’arteria.
Dunque, il comportamento di un sistema fisiologico (molecolare, cellulare, o di scala più ampia) dipende sempre, per quanto riguarda il suo significato normale o patologico, dal “contesto” entro cui il sistema si trova ad operare (Bellavite, 1998).
Riferendoci alle nuove tecnologie, oggi il braccio meccanico di un robot è ispirato al funzionamento delle nostre articolazioni e possiamo pensare alla robotica come a una forma di ispirazione antropomorfica (Milani, Santulli, 2012).

Complessità come visione della realtà

In maniera speculativa la complessità può essere considerata una visione della realtà che si “DILATA”:
«La vita è il riflesso di un fenomeno molto più ampio, che mi piacerebbe vedere definito da una legge antagonista al secondo principio della termodinamica: una legge che descrivesse la tendenza della materia a organizzarsi e che prevedesse le proprietà generali dell’organizzazione che ci aspetteremo di riscontrare nell’universo»; afferma Farmer (1998).
o si “contrae”:

«Per accettare la sfida della complessità è sufficiente immergersi nella rete della vita con gli occhi aperti e la curiosità tipica dei bambini» (De Toni, Comello, 2005)

Conclusioni

La prospettiva evoluzionistica si configura come un processo cumulativo, una successione di stati molto lenti che permette la graduale evoluzione di strutture complesse a partire da strutture più semplici. Non esiste evoluzione senza tradizione, ma l’involuzione non dipende necessariamente da questo. Tutto gira, basta guardare in su, senza scomodare filosofi. Basta la natura.

Bibliografia ragionata

  1. Adolphs, Ralph. “The neurobiology of social cognition.” Current opinion in neurobiology 11.2 (2001): 231-239.
  2. Madonna, Giovanni, and Francesca Nasti. Della separazione e della riconnessione. Elementi di psicopatologia e di psicoterapia sistemico-relazionale in chiave di Ecologia della Mente: Elementi di psicopatologia e di psicoterapia sistemico-relazionale in chiave di Ecologia della Mente. FrancoAngeli, 2015.
  3. De Toni, Alberto Felice, and Luca Comello. Prede o ragni: uomini e organizzazioni nella ragnatela della complessità. UTET universitaria, 2005.
  4. Bellavite, Paolo. Biodinamica. Tecniche Nuove, 1998.
  5. Milani, Luigi, and Carlo Santulli. Biomimetica: la lezione della Natura: Ecosostenibilità, design e cicli produttivi nel Terzo Millennio. CIESSE Edizioni di SANTI Carlo, 2012.
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Claudio Lombardo

Il dott. Claudio Lombardo è laureato in «Scienze organizzative e gestionali», «Scienze e tecniche psicologiche» nonché laureato in «Processi cognitivi e Tecnologie» (con tesi: "La teoria della mente nell'interazione uomo-robot in una prospettiva evoluzionistica e in relazione alla teoria della complessità"). È autore dei libri: Iscriversi in palestra e continuare ad andarci; La scienza del dimagrimento; Dal mondo del sovrappeso all’universo dell’obesità. È coautore dei libri: La dipendenza affettiva e sessuale tra normalità e patologia; La violenza al di là del genere: quando la vittima è lui; Il corpo nell'arte. Per informazioni consultare il sito internet: www.dimagrirefit.com

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