Le Neuroscienze Affettive

 

Le emozioni

 

Felicità, sorpresa, imbarazzo, collera, paura, tristezza, disgusto, disprezzo: sono le otto emozioni fondamentali identificate dai neuro scienziati. L’ essenza di un’emozione è l’ esperienza soggettiva.

Il principale metodo di studio dei sentimenti è l’ autovalutazione. La valutazione introspettiva di stati mentali tuttavia è “soggettiva” e dunque “fallibile” (Strack). Le valutazioni attinte dalla memoria sono aleatorie e distorte e non rispecchiano l’esperienza complessiva (Kahneman). L’esperienza rievocata è una “deformazione” dell’ esperienza reale (Barlett).

Sta di fatto che non ci sono molte alternative all’ autovalutazione, poiché un’esperienza soggettiva- afferma LeDoux- è per definizione conosciuta solo dal soggetto che la esperisce. Molti scienziati sostengono che si possa utilizzare il comportamento degli animali per la valutazione dei sentimenti.

Il neuroscienziato che più di ogni altro ha approfondito l’ esame delle basi cerebrali delle emozioni e dei sentimenti affettivi è stato Jaak Panksepp nella sua fondamentale opera Archeologia della mente. Origini neuro evolutive delle emozioni di base (Raffaello Cortina Editore). Si tratta di un serio e documentato approccio alle neuroscienze affettive, una nuova disciplina, che analizza i processi mentali di base, le funzioni cerebrali e i comportamenti emotivi comuni a tutti i mammiferi per “localizzare” i meccanismi neuronali dell’ esperienza emotiva.

I risultati della ricerca, basata sul metodo sperimentale, mostrano che questi sistemi affettivi di base nascono dalle aree profonde e antiche del cervello e che sono straordinariamente “simili” nelle diverse specie di mammiferi. L’ attività mentale risulta sin dalle sue origini e a partire dai suoi livelli più profondi “un’ attività cosciente, finalizzata e intrinsecamente affettiva”.

Queste scoperte rivoluzionarie si estendono oltre il campo delle neuroscienze e investono altri settori del sapere, come la biologia evoluzionistica, la filosofia, la psichiatria, lo sviluppo mentale del bambino, i processi di apprendimento e i sistemi educativi e pedagogici.

Per la valutazione dei sentimenti molti neuro scienziati ritengono di far ricorso al comportamento animale, poiché rappresenta il miglior modo di studiare il cervello (Panksepp). Dal momento che animali ed essere umani si comportano in modo simile, come è stato mostrato in situazioni di pericolo nel comportamento di ratti e persone, è possibile che esprimano i medesimi stati soggettivi.

Le ricerche hanno portato ad importanti progressi nella comprensione dei meccanismi cerebrali che sono alla base dei sentimenti. Questi sono associati ad un complesso sistema di strutture cerebrali chiamato sistema limbico nel quale l’amigdala svolge un ruolo essenziale.

Finora, non è esiste una definizione unanime sul concetto di emozione. Le diverse teorie fanno riferimento all’ emozione come generata da “un insieme di reazioni corporee” (William James), dal “sistema cognitivo” (Schachter) o come “risultato di un sistema costruito dal cervello per spiegare le reazioni corporee” (Damasio).   L’ emozione in sostanza è uno stato affettivo intenso, che coinvolge l’ intero cervello ed è accompagnato da modificazioni fisiologiche e cambiamenti comportamentali. La paura per esempio si manifesta con segnali verbali e non verbali (mimica, gestualità, postura, ecc.) in parte innati in parte acquisiti culturalmente con l’educazione e l’esperienza.

Charles Darwin ha proposto il carattere universale dell’emozione, fatto che è stato poi dimostrato attraverso numerose ricerche. Sguardi, tono della voce, espressioni facciali, movimenti del corpo sono altrettanti segnali di comunicazione del sistema emozionale.

Alcune ricerche hanno mostrato che i bambini hanno la capacità di manifestare emozioni già al momento della nascita. La base innata delle espressioni emotive è confermata dall’ osservazione che anche bambini ciechi e sordi dalla nascita presentano lo stesso sistema espressivi dei bambini privi di questi difetti.

Le emozioni sarebbero dunque implicate in tutte le attività della mente (Dodge). E’ pertanto ritenuta “artificiali” la distinzione tra cognizione ed emozione. Mondo cognitivo e mondo affettivo interagiscono tra di loro in modo così rilevante che diventa difficile “distinguerli”. E’ importante precisare che le cognizioni sono connesse più strettamente alle aree cerebrali superiori dell’ individuo, mentre le emozioni e i sentimenti sono legati ai sistemi ancestrali ed ereditari.

Oggi, i neuro scienziati sostengono che non è più utile “distinguere” tra la mente e il cervello. I sentimenti affettivi – precisano – sono in realtà “funzioni del cervello”.

Il centro dell’esteso sistema emotivo è la dopamina, una sostanza che “controlla” tutto quello che gli individui fanno.

L’emozione infine è il secondo elemento della “trilogia mentale”, espressione coniata nel 1980 da Hilgard. Invero, è stato Platone l’ autore che per primo ha sostenuto l’esistenza di “un’anima tripartita”, che comprende cognizione, emozione e motivazione.

foto: bigstockphoto.com
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