Perché oggi ce ne sono così tanti?

Bambini disgrafici, DSA e dintorni: le difficoltà che incontrano oggi i bambini nell’imparare a scrivere in corsivo.

La scrittura negli anni ha subito un totale cambiamento, un tempo c’era una materia che era la bella calligrafia, dove si insegnava a scrivere in modo funzionale, inoltre veniva curato moltissimo l’aspetto estetico, gli abbellimenti i fronzoli i riccioli e tutto quello che veniva considerato un tempo importante.

Fino a quando abbiamo avuto la didattica alfabetica, nella prima elementare si iniziava a lavorare per prima cosa sulla preparazione al corsivo, quindi ci insegnavano a fare i cerchietti dentro un quadretto, i bastoncelli, le cornicette quaderni e quaderni di queste cose, poi si cominciava con le prime letterine in corsivo e anche li giù pagine e pagine di letterine, poi si iniziava a formare le prime paroline. Ma ci veniva anche insegnato come scrivere, da dove partire e dove girare, cosa che oggi, da quando è subentrata la didattica globale tutto questo non si fa più.

Oggi è qualcosa di completamente diverso di quello che rappresentava non molti anni fa, i bambini a scuola iniziano a scrivere dal primo giorno, gli vengono  presentati spesso contemporaneamente quattro tipi di scrittura diversi, stampato maiuscolo (totalmente inutile) stampato minuscolo o script corsivo minuscolo e corsivo maiuscolo.

O in alternativa si inizia con stampato maiuscolo e minuscolo in prima e seconda elementare per poi in terza elementare partire con il corsivo, questo ovviamente disorienta i bambini che hanno imparato a scrivere in stampato maiuscolo o minuscolo, che sono scritture destrutturate poiché si stacca la penna dal foglio in continuazione.

Iniziare a scrivere in corsivo, dopo aver per due anni scritto in stampato, può risultare piuttosto difficile poiché il corsivo è una scrittura   legata, più morbida (o meno spigolosa) ma che può risultare anche più complessa rispetto all’abitudine fatta di staccare la penna continuamente.                                   

La scrittura in generale è un automatismo (come guidare la macchina o andare in bici) una volta imparato viene  introiettato  e lo facciamo nostro, senza dover troppo riflettere, normalmente noi se scriviamo non stiamo li a pensare quella lettera come si fa, la facciamo in automatico entra a far parte di noi.

Questo purtroppo è uno dei motivi per cui oggi nella scuola primaria a partire dalla terza elementare troviamo un numero sempre più elevato di bambini con difficoltà nella scrittura nell’ortografia nei calcoli (DSA)  disgrafia disortografia discalculia.

Ma analizziamo cosa comporta a livello di autostima questa problematica: spesso i bambini che vengono rimproverati dai genitori, insegnanti e derisi dai compagni, tendono a convincersi di non essere all’altezza e finiscono per non provarci nemmeno. Questo è un vero peccato, perché molto spesso, diciamo nel 95% dei casi, i bambini disgrafici hanno un QI superiore alla media. E’ come se la loro lingua e le loro mani non riuscissero ad esprimere e a scrivere, concetti ben chiari nella loro mente.

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