Che cosa intendiamo per emozione
Il termine emozione indica un ampio spettro di condizioni affettive che accompagnano ogni evento della nostra esperienza di vita. Si tratta di uno stato affettivo intenso, capace di coinvolgere la persona nella sua interezza e sempre accompagnato da modificazioni fisiologiche misurabili. Proprio questa natura composita, insieme psichica e corporea, rende cosi difficile racchiudere l’emozione in una singola formula.
Le definizioni presenti in letteratura sono numerose e corrispondono ad altrettante teorie. Alcune insistono sull’aspetto soggettivo del sentire, altre sulle reazioni corporee, altre ancora sui processi cognitivi che interpretano quelle reazioni. Nessuna, da sola, esaurisce il fenomeno. Non a caso il tema dell’emozione ha continuato ad attraversare tutto il pensiero occidentale, riproponendosi in ogni epoca con domande simili e risposte diverse.
Le emozioni nella filosofia, da Platone a Darwin
Nella filosofia greca le emozioni occupano un posto centrale, quasi sempre in tensione con la ragione. Platone le descrive come un tipo di follia, forme incontrollabili in continuo contrasto con il pensiero razionale. Aristotele le considera affezioni dell’anima fondate sul piacere e sul dolore, e vede in esse cio che accomuna l’uomo agli animali. In Sofocle le emozioni diventano forze aliene, potenze che sembrano agire dall’esterno sulla persona.
Con l’eta moderna lo sguardo cambia. Cartesio definisce le emozioni come sensazioni, mentre Spinoza afferma che gli stati emotivi sono in fondo modificazioni corporee, variazioni della potenza di agire del corpo. La svolta decisiva arriva con Charles Darwin: nella sua opera L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali sostiene che l’espressione emotiva e universale e che serve alla sopravvivenza dell’individuo e della specie. E’ un’intuizione che anticipa gran parte della ricerca contemporanea.
Dal ragionamento filosofico all’osservazione del cervello
Per secoli le emozioni sono state oggetto di riflessione filosofica e introspezione. Solo negli ultimi decenni sono state le neuroscienze ad affrontare in modo sistematico i meccanismi cerebrali alla base del comportamento umano. La vera rivoluzione ha inizio alla fine del Novecento con lo sviluppo delle metodiche di brain imaging, che permettono di osservare in vivo cosa accade nel cervello mentre una persona compie diverse attivita.
Il contributo delle neuroscienze
L’approccio neuroscientifico allo studio delle emozioni si fonda su tre pilastri complementari: lo studio dei modelli animali, l’osservazione clinica dei pazienti e la ricerca sperimentale con soggetti volontari. Buona parte di cio che sappiamo oggi sul cervello emotivo deriva proprio dalla ricerca animale, che ha permesso di identificare circuiti conservati lungo l’evoluzione.
Anche i neuroscienziati, come i filosofi prima di loro, hanno attribuito al termine emozione significati diversi: turbamento della mente, sensazione o stato mentale, sensazione istintiva, aspetto affettivo della coscienza. Nella teoria psicoanalitica l’emozione e uno stato di tensione associato a una pulsione istintiva, un’esperienza soggettiva, personale e privata che coincide con il nostro mondo interiore.
Le grandi teorie delle emozioni
Diverse teorie hanno provato a spiegare l’origine delle emozioni. William James le ricondusse a un insieme di reazioni corporee: proviamo paura perche il corpo reagisce, non il contrario. Stanley Schachter propose invece un modello cognitivo, in cui l’emozione nasce dall’interpretazione di uno stato di attivazione fisiologica. Altri autori le hanno lette come il risultato dell’attivita di specifici sistemi cerebrali.
Su questo terreno si collocano alcuni contributi fondamentali. Jaak Panksepp ha mostrato che le emozioni originano dalle aree piu antiche e profonde del cervello, comuni a tutti i mammiferi. Joseph LeDoux ha evidenziato il ruolo chiave dell’amigdala nell’elaborazione della paura. Paul Ekman ha ripreso l’idea darwiniana dell’universalita delle espressioni emotive. Antonio Damasio ha infine proposto un modello integrato, che unisce gli aspetti istintuali e arcaici alla dimensione cosciente dell’esperienza emotiva.
Emozioni ancestrali e mente emotiva
Uno dei risultati piu suggestivi delle neuroscienze e il riconoscimento della natura ancestrale delle emozioni. Esse giungono da un passato remoto, dalle profondita del cervello dei mammiferi, alle fonti originarie della nostra mente emotiva. Condividiamo queste emozioni con molti altri animali, che oggi sappiamo essere anch’essi dotati di affettivita e quindi di una mente emotiva. Comprendere le emozioni diventa cosi decisivo per comprendere il cervello e la mente nel loro insieme.
Alla base della capacita di riconoscere le emozioni altrui c’e l’empatia, termine coniato da Edward Titchener nel 1909 per indicare il processo per cui chi osserva un gesto in un’altra persona si identifica al punto da provare cio che l’altra sta provando. E’ un ponte affettivo che collega gli individui e che ha profonde radici biologiche.
Non solo cervello: la dimensione corporea
Le emozioni non sono un fenomeno esclusivamente cerebrale. Determinano un ampio spettro di effetti viscerali, cardiovascolari, respiratori ed endocrini, che a loro volta producono sensazioni capaci di retroagire sul cervello. Il corpo, in altre parole, partecipa attivamente al sentire e non e un semplice esecutore degli ordini della mente.
La ricerca ha inoltre osservato differenze legate al sesso nei sistemi motivazionali. Studi condotti su modelli animali suggeriscono, ad esempio, una minore predisposizione biologica delle femmine alla rabbia e all’aggressivita, un dato che va comunque letto con prudenza e sempre in relazione al contesto.
Le emozioni fondamentali e il ruolo della dopamina
Non tutte le emozioni hanno una valenza positiva. Possono generare reazioni immediate, istintive e incontrollate: emozioni come la rabbia e la paura sono in grado di offuscare la mente e di condizionare il comportamento prima ancora che la ragione intervenga. Riconoscerle e un primo passo per non esserne travolti.
I neuroscienziati hanno individuato otto emozioni fondamentali: felicita, paura, collera, gioia, tristezza, disgusto, disprezzo e sorpresa. Al centro del sistema emotivo si colloca la dopamina, il neurotrasmettitore che regola motivazione, ricerca del piacere e gran parte di cio che spinge gli individui ad agire. E’ uno dei fili che collega la chimica del cervello all’esperienza soggettiva del sentire.
Domande frequenti
Perche e cosi difficile definire un’emozione?
Perche l’emozione e un fenomeno composito, che unisce vissuto soggettivo, reazioni corporee e processi cognitivi. Ogni teoria illumina un aspetto diverso, ma nessuna riesce a comprenderli tutti in un’unica definizione. Per questo in letteratura convivono numerose definizioni, corrispondenti ad altrettanti modelli teorici.
Gli animali provano emozioni come noi?
Le neuroscienze mostrano che molti animali, in particolare i mammiferi, possiedono i circuiti cerebrali profondi alla base delle emozioni. Condividiamo con loro una mente emotiva ancestrale, radicata nelle aree piu antiche del cervello. Non e quindi corretto considerare le emozioni una prerogativa esclusivamente umana.
Quali sono le emozioni fondamentali riconosciute dai neuroscienziati?
Le otto emozioni fondamentali comunemente identificate sono felicita, paura, collera, gioia, tristezza, disgusto, disprezzo e sorpresa. A partire da queste, per combinazione e modulazione, si genera la ricchezza degli stati affettivi che sperimentiamo nella vita quotidiana.
Che ruolo ha la dopamina nelle emozioni?
La dopamina e un neurotrasmettitore centrale nel sistema emotivo e motivazionale. Regola la ricerca del piacere, la spinta all’azione e l’anticipazione della ricompensa, influenzando gran parte del comportamento. Rappresenta uno dei collegamenti piu diretti tra la chimica del cervello e il nostro modo di sentire.
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