Neuroscienze Cognitive

Funzioni esecutive in età prescolare

Le funzioni esecutive sono l’insieme dei processi cognitivi, localizzati nella corteccia prefrontale, che ci permettono di pianificare, controllare e coordinare pensieri, emozioni e comportamenti per raggiungere un obiettivo. In età prescolare iniziano a svilupparsi e continuano a maturare fino alla prima età adulta: proprio per questo possono essere allenate e potenziate con giochi e attività […]

Funzioni esecutive in età prescolare
Le funzioni esecutive sono l’insieme dei processi cognitivi, localizzati nella corteccia prefrontale, che ci permettono di pianificare, controllare e coordinare pensieri, emozioni e comportamenti per raggiungere un obiettivo. In età prescolare iniziano a svilupparsi e continuano a maturare fino alla prima età adulta: proprio per questo possono essere allenate e potenziate con giochi e attività quotidiane. Ecco cosa sono, come si valutano e come genitori ed educatori possono sostenerle ogni giorno.

Che cosa sono le funzioni esecutive

Con il termine funzioni esecutive facciamo riferimento all’insieme di processi cognitivi localizzati nell’area della corteccia prefrontale e del lobo prefrontale. Il loro compito è regolare, pianificare, controllare e coordinare una serie di abilità legate ai nostri pensieri, sentimenti e comportamenti, con l’obiettivo di portare a termine un compito. Rientrano in questa macrocategoria anche funzioni come la memoria, l’attenzione, le abilità motorie, la verbalizzazione e la visualizzazione, tutte indispensabili per completare le attività di apprendimento.

A scopo semplificativo, possiamo elencare alcune funzioni di base che compongono questa macrocategoria:

  • Avvio delle attività
  • Inibizione delle reazioni istintuali
  • Gestione del tempo
  • Concentrazione
  • Regolazione della memoria di lavoro
  • Flessibilità cognitiva
  • Autocontrollo emotivo
  • Organizzazione
  • Completamento delle attività

Ognuna di queste abilità non lavora isolata, ma in stretta collaborazione con le altre. Inibire una reazione impulsiva, per esempio, serve a poco se il bambino non riesce anche a mantenere in memoria l’obiettivo verso cui si sta muovendo o a passare in modo flessibile da un compito all’altro. È proprio questa integrazione che rende le funzioni esecutive il vero motore dell’apprendimento e dell’autoregolazione.

Quando e come maturano nel cervello

Nell’ultimo ventennio le funzioni esecutive sono state oggetto di numerosi studi e ricerche anche da parte delle neuroscienze, che ne hanno individuato le aree cerebrali coinvolte, le attività svolte e le fasi di sviluppo. Quest’ultimo aspetto è quello che interessa maggiormente l’ambito educativo e riabilitativo. Anche se queste funzioni risultano compromesse in diversi disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza, come il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, i Disturbi dello Spettro Autistico o i Disturbi dell’Apprendimento, è importante ricordare un dato incoraggiante: le funzioni esecutive sono tra le ultime a completare la loro maturazione e continuano a svilupparsi anche durante la prima età adulta.

Questa lunga finestra di sviluppo ha una conseguenza pratica fondamentale. Bambini descritti come distratti, con la testa fra le nuvole, pigri o incostanti possono in realtà celare difficoltà in alcune delle abilità elencate, senza che questo giustifichi necessariamente un’etichetta diagnostica. In molti casi l’esercizio e l’allenamento costante possono potenziare le carenze e ridurre le difficoltà, a patto di intervenire con proposte adeguate all’età e con pazienza.

Strumenti di valutazione per gli addetti ai lavori

Per chi lavora in ambito clinico ed educativo esistono strumenti validi, completi e a prezzi contenuti. Tra questi c’è la batteria BVN, disponibile nella versione 5-11 e nella versione 12-18, edita da Erickson. Si tratta di una batteria di test che consente una prima valutazione e uno screening neuropsicologico suddiviso per età, con un ampio ventaglio di prove.

La batteria comprende prove di linguaggio, con compiti di comprensione e di espressione; prove di memoria, sia a breve sia a lungo termine, verbale e visuo-spaziale; percezione uditiva e visiva; attenzione uditiva e visiva; prassie, intese come la capacità di eseguire intenzionalmente e con destrezza un insieme di azioni motorie coordinate e dirette a uno scopo (Sabbadini e Sabbadini, 1995); ragionamento e formazione di concetti; funzioni esecutive, con prove per la valutazione della fluenza fonemica e categoriale, la Torre di Londra e altre attività; infine lettura, scrittura e calcolo. Uno strumento di questo tipo permette di ottenere un profilo articolato del bambino e di distinguere una difficoltà transitoria da un quadro che merita un approfondimento specialistico.

Attivita pronte per l’uso a casa e a scuola

Sia le educatrici sia i genitori possono tenere in allenamento le singole abilità delle funzioni esecutive attraverso giochi semplici o il coinvolgimento nelle attività quotidiane. Apparecchiare e sparecchiare la tavola, vestirsi e svestirsi da soli, riordinare il proprio spazio sono tutte azioni che richiedono organizzazione e pianificazione, anche in contesti poco strutturati.

A queste si possono aggiungere giochi mirati e divertenti:

  • Il memory, che allena la memoria di lavoro e l’attenzione visiva.
  • Il gioco dei nomi, oggetti, animali e frutta, in cui a turno si verbalizzano (o, per chi già sa scrivere, si annotano) le parole conosciute per categoria: utile per la flessibilità e la fluenza.
  • Il gioco dello specchio, in cui ci si imita a turno nei movimenti, che stimola l’inibizione e il controllo motorio.
  • Il classico uno, due, tre, stella, ottimo per esercitare l’autocontrollo e la capacità di fermarsi al momento giusto.
  • Attività di ricerca visiva, come individuare un bersaglio su un foglio, che rafforzano concentrazione e attenzione selettiva.

Sono ausili semplici ma efficaci, perché coinvolgono in modo naturale le abilità descritte. Per esigenze più specifiche, i cataloghi specializzati offrono manuali con spunti operativi, oltre a materiali e software per chi preferisce lavorare al computer.

Il ruolo del genitore: osservare senza etichettare

Il genitore ha un compito delicato: essere un buon osservatore e un promotore di crescita, capace di incentivare il bambino rispettando i suoi tempi. Non tutte le lentezze o le distrazioni sono un problema, e trasformare ogni incertezza in un allarme rischia di essere controproducente. Allo stesso tempo, quando alcuni comportamenti risultano particolarmente distanti da quelli di un coetaneo, non va sottovalutata l’importanza di un approfondimento con uno specialista. Un confronto professionale può disconfermare i dubbi oppure valutare la necessità di interventi più tempestivi e mirati, sempre nell’interesse del bambino.

Domande frequenti

A che età si sviluppano le funzioni esecutive?

Le funzioni esecutive iniziano a formarsi già in età prescolare, ma sono tra le ultime abilità cognitive a completare la maturazione: il loro sviluppo prosegue durante tutta l’infanzia e l’adolescenza e continua anche nella prima età adulta. Questa lunga finestra è ciò che rende possibile allenarle nel tempo.

Un bambino distratto ha per forza un disturbo?

No. Un bambino descritto come distratto, pigro o con la testa fra le nuvole può avere semplicemente alcune abilità esecutive ancora immature, senza che questo corrisponda a una diagnosi. Spesso l’esercizio e attività adeguate migliorano la situazione. Solo quando i comportamenti sono nettamente distanti da quelli dei coetanei conviene rivolgersi a uno specialista.

Come si allenano le funzioni esecutive a casa?

Coinvolgendo il bambino in attività quotidiane che richiedono pianificazione e organizzazione, come apparecchiare o riordinare, e proponendo giochi mirati come il memory, il gioco dei nomi per categoria, il gioco dello specchio o uno, due, tre, stella. Sono attività semplici che allenano memoria di lavoro, inibizione, attenzione e autocontrollo.

Quali strumenti usano i professionisti per valutarle?

Uno degli strumenti più diffusi è la batteria BVN di Erickson, disponibile nelle versioni 5-11 e 12-18. Consente uno screening neuropsicologico per fasce d’età, con prove su linguaggio, memoria, percezione, attenzione, prassie, ragionamento, funzioni esecutive, lettura, scrittura e calcolo.

Le funzioni esecutive sono il motore dell’apprendimento e dell’autoregolazione, e proprio perché maturano a lungo possono essere allenate. In età prescolare bastano attività quotidiane e giochi semplici per potenziarle. Il genitore osserva e sostiene senza etichettare, e si affida a uno specialista solo quando le difficoltà si distinguono con chiarezza da quelle dei coetanei.

Bibliografia

  • Bisiacchi, P. S., Cendron, M., Gugliotta, M., Tressoldi, P. E., Vio, C. (2005). BVN 5-11. Batteria di Valutazione Neuropsicologica per l’età evolutiva. Trento: Erickson.
  • Branstetter, R. (2016). Impara a organizzarti! Come insegnare l’ordine, la gestione del tempo, la concentrazione e l’autocontrollo. Trento: Erickson.
  • Cutrone, M. C., Muratori, M. (2017). Allenare l’attenzione in età prescolare. Giochi e attività dai 3 ai 5 anni. Trento: Erickson.
  • Gugliotta, M., Bisiacchi, P. S., Cendron, M., Tressoldi, P. E., Vio, C. (2009). BVN 12-18. Batteria di Valutazione Neuropsicologica per l’adolescenza. Trento: Erickson.
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