Che cos’è il cortisolo
Appartenente alla classe dei glucocorticoidi, ormoni steroidei a 21 atomi di carbonio, il cortisolo è prodotto in sede surrenalica, nella zona fascicolata della corticale della ghiandola surrenale. Si tratta di uno degli ormoni più studiati della fisiologia umana, perché il suo andamento nell’arco delle 24 ore racconta, meglio di molti altri parametri, il modo in cui l’organismo si prepara ad affrontare il carico della giornata e poi si predispone al riposo.
La sua sintesi non è costante: segue un ritmo preciso, con un picco nelle prime ore del mattino e una progressiva discesa fino ai valori minimi della notte. Proprio questa oscillazione regolare rende il cortisolo un vero e proprio marcatore del nostro orologio interno.
L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e l’orologio biologico
L’input per la produzione di cortisolo deriva dal playmaker dell’orologio circadiano: l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. In sede ipotalamica, i nuclei Arcuato, Soprachiasmatico, Dorsomediale e Subparaventricolare orchestrano i ritmi nictemerali, mantenendo paralleli gli equilibri sonno-veglia e pasto-digiuno in base alla quantità di luce a cui il soggetto è esposto, allo stile di vita individuale e al suo genotipo.
Il caso, ovvero il nostro essere a monte una giustapposizione genetica, e la necessità, ovvero l’ambiente in cui viviamo, dirigono insieme lo stare al mondo. Non è un dettaglio secondario: sono emblematici, per esempio, i casi di giovani adolescenti con livelli di cortisolo sopra-soglia, figlie di madri affette da depressione o ansia. L’interazione tra corredo genetico e contesto relazionale, dunque, si riflette in modo misurabile sulla regolazione ormonale.
Perché la luce conta
Il nucleo Soprachiasmatico riceve informazioni direttamente dalla retina e funziona come direttore d’orchestra del ritmo circadiano. La luce del mattino è il segnale che sincronizza l’intero sistema: quando arriva, l’asse si attiva e la produzione di cortisolo raggiunge il suo apice. È il motivo per cui un’esposizione irregolare alla luce, tipica del lavoro su turni o dell’uso serale di schermi, può alterare la curva ormonale e, con essa, la qualità del sonno e dell’umore.
La risposta CAR
La cosiddetta CAR, Cortisol Awakening Response, corrisponde al picco massimo di secrezione dell’ormone, atto a preparare l’organismo a fronteggiare lo stress quotidiano. Nei primi trenta-quaranta minuti dopo il risveglio, i livelli di cortisolo salgono rapidamente: è il modo in cui il corpo si mette in moto, mobilita energia e predispone attenzione e prontezza.
Una risposta CAR troppo appiattita o, al contrario, eccessiva è stata associata in letteratura a condizioni di affaticamento cronico, disturbi dell’umore e stress prolungato. Per questo la sua misurazione, tramite prelievi salivari seriati al mattino, è diventata uno strumento di ricerca prezioso per studiare il legame tra regolazione ormonale e benessere psicologico.
Le funzioni del cortisolo
Il cortisolo garantisce il “ritorno all’uguale” perché, in primo luogo, è iperglicemizzante: stimola la gluconeogenesi epatica e riduce l’assorbimento di glucosio da parte dei tessuti periferici. In pratica, mette a disposizione carburante immediato per il cervello e i muscoli nel momento in cui serve.
Allo stesso ormone si attribuiscono inoltre altre azioni fondamentali:
- l’attività mineralcorticoide simil-aldosteronica, dovuta a un meccanismo di mimesi molecolare, che incide sull’equilibrio di acqua e sali;
- il ruolo immunosoppressivo, che modula e frena la risposta del sistema immunitario;
- la capacità di inibire la sintesi delle citochine pro-infiammatorie, contribuendo a spegnere i processi di infiammazione.
Sono proprio queste proprietà a spiegare perché i cortisonici di sintesi, che imitano l’azione del cortisolo, siano tra i farmaci antinfiammatori e immunosoppressori più utilizzati in medicina.
Quando l’equilibrio si rompe: Addison e Cushing
Una sintesi insufficiente o eccessiva dell’ormone provoca l’estremizzazione di questi eventi biochimici, che si manifestano in modo evidente nei quadri di ipo e iper-corticosurrenalismo: rispettivamente il morbo di Addison e la sindrome di Cushing.
Nel morbo di Addison la produzione di cortisolo è troppo bassa e compaiono stanchezza profonda, calo di peso, pressione bassa e una caratteristica iperpigmentazione della pelle. Nella sindrome di Cushing accade il contrario: l’eccesso cronico di cortisolo porta ad accumulo di grasso al volto e al tronco, fragilità cutanea, ipertensione e alterazioni dell’umore. Due condizioni opposte che mostrano quanto sia delicato l’equilibrio regolato da questo ormone.
Il paradosso: cortisolo e nascita
Nel momento in cui la vita si manifesta a se stessa, in preparazione, assistenza e accompagnamento al parto, il cortisolo assume un ruolo sorprendente. Le sue manifestazioni sono più marcate durante il parto naturale che nel caso di taglio cesareo, e qui l’ormone rivela il suo volto opposto: ha paradossalmente un effetto pro-infiammatorio, inducendo la sintesi di prostaglandine che alimentano il travaglio.
La stessa sostanza che ogni mattina ci riporta al presente, spegnendo l’infiammazione e riportandoci “all’uguale”, è dunque quella che, all’origine, contribuisce a svelarci la vita extra-uterina. Un paradosso solo apparente, che ricorda come il significato di un ormone dipenda sempre dal contesto in cui agisce.
Cortisolo, stress e vita quotidiana
Definire il cortisolo semplicemente “l’ormone dello stress” è riduttivo. È più corretto considerarlo l’ormone dell’adattamento: entra in gioco ogni volta che l’organismo deve mobilitare risorse per rispondere a una richiesta, che sia svegliarsi, digiunare o affrontare un imprevisto. Il problema non è il cortisolo in sé, ma la sua attivazione cronica e non risolta.
Quando lo stress diventa costante e la curva ormonale perde la sua regolarità, i sistemi che il cortisolo dovrebbe proteggere iniziano a risentirne: il sonno si frammenta, il metabolismo si altera, la risposta immunitaria si sregola. Prendersi cura del ritmo circadiano, attraverso sonno regolare, esposizione alla luce naturale e gestione dello stress, significa anche prendersi cura del corretto andamento di questo ormone.
Domande frequenti
Il cortisolo è davvero “l’ormone dello stress”?
In parte sì, ma la definizione è incompleta. Il cortisolo interviene in ogni situazione che richiede adattamento, non solo nello stress: regola il risveglio, il metabolismo degli zuccheri, l’equilibrio dei sali e la risposta immunitaria. È più preciso chiamarlo ormone dell’adattamento.
Perché al mattino i livelli di cortisolo sono più alti?
Perché nei primi trenta-quaranta minuti dopo il risveglio si verifica la Cortisol Awakening Response, il picco fisiologico che prepara l’organismo ad affrontare la giornata mobilitando energia e attenzione. È la parte più visibile del ritmo circadiano dell’ormone.
Che rapporto c’è tra cortisolo e sonno?
Il cortisolo e il sonno seguono ritmi opposti e sincronizzati: l’ormone è al minimo nelle ore notturne e al massimo al risveglio. Un sonno irregolare o un’esposizione scorretta alla luce possono alterare questa curva, con ricadute su umore, metabolismo e recupero.
Cosa succede quando il cortisolo è troppo alto o troppo basso?
Un difetto cronico di cortisolo caratterizza il morbo di Addison, con stanchezza, calo di peso e pressione bassa. Un eccesso cronico caratterizza la sindrome di Cushing, con accumulo di grasso, ipertensione e alterazioni dell’umore. Entrambe le condizioni mostrano quanto sia importante l’equilibrio di questo ormone.
Bibliografia
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