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Il risveglio mattutino, per qualcuno più per qualcun altro meno, rappresenta una vera e propria rottura dell’equilibrio. L’interruzione delle ore di sonno notturno è dettata in termini di tempo e qualità dal paradigma geni-ambiente, binomio imprescindibile. In che modo il cortisolo esplica la sua funzione, assicurandoci il “ritorno all’uguale”?

Origine, azione e paradosso

Appartenente alla classe dei glucocorticoidi, ormoni steroidei a 21 atomi di carbonio, il cortisolo è prodotto in sede surrenalica nella zona fascicolata della corticale della ghiandola surrenale. L’input per la sua sintesi deriva dal playmaker dell’orologio circadiano: l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. In sede ipotalamica i nuclei Arcuato, Soprachiasmatico, Dorsomediale e Subparaventricolare orchestrano i ritmi nictemerali, mantenendo paralleli gli equilibri sonno-veglia e pasto-digiuno in base alla quantità di luce cui il soggetto è sottoposto, al life style individuale e al suo genotipo (emblematici i casi di giovani adolescenti con livelli di cortisolo sopra-soglia figlie di madri affette da depressione e/o ansia). Il caso, ovvero il nostro essere a monte una giustapposizione genetica, e la necessità, l’ambiente, dirigono lo stare al mondo.

La risposta CAR

La cosiddetta CAR, Cortisol Awakening Response, corrisponde al picco massimo di secrezione dell’ormone, atto a preparare l’organismo a fronteggiare lo stress quotidiano giornaliero. Il cortisolo garantisce il “ritorno all’uguale” perché in primo luogo è iperglicemizzante: stimola la gluconeogenesi epatica e down-regola l’uptake di glucosio. Sono da attribuire allo stesso ormone:
  • l’attività mineralcorticoide simil aldosteronica dovuta al meccanismo di mimesi molecolare
  • il ruolo immusoppressivo
  • la capacità di inibire la sintesi delle citochine pro-flogistiche
Insufficiente o eccessiva sintesi dell’ormone provocano l’estremizzazione di questi eventi biochimici che si manifestano palesemente nei casi di ipo/iper-corticosurrenalismo, rispettivamente il morbo di Addison e la sindrome di Cushing. Nel momento in cui la vita si manifesta a se stessa, in preparazione, assistenza e accompagnamento al parto (più importanti sono le manifestazioni durante il naturale piuttosto che nel caso di cesareo), il cortisolo ha paradossalmente effetto pro-infiammatorio inducendo la sintesi di prostaglandine che alimentano il travaglio del parto. La stessa sostanza che contribuisce a svelarci la vita extra uterina alla nascita, ogni mattina ci riporta al presente.

Bibliografia

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