Il Progetto Terapeutico

Una base per l’efficacia della terapia

di Dario Sepe, Adriana Onorati, Fortunata Folino

Premesse

La Psicologia dell’Evoluzione Armonica della Coscienza (PEAC) è un progetto e un programma di Crescita Personale che, nella fase iniziale, aiuta a risolvere i sintomi psicopatologici, per sviluppare una personalità integrata e nelle fasi successive, accompagna oltre la personalità, per accedere ai Valori della Coscienza, nel tentativo di conoscerli ed applicarli nella vita quotidiana.

La PEAC, infatti, considera i rapporti in cui è impegnato un essere umano come una palestra dove coltivare i Valori dell’Armonia, dell’Intelligenza, dell’Amore, e della Volontà di Bene.

La PEAC considera ogni patologia della personalità come la cristallizzazione di una complessa compensazione, dietro cui è nascosto un dolore, che si crede non affrontabile: infatti, proprio per paura o per impossibilità di affrontare un evento o una ferita dolorosa, si può sviluppare un disturbo specifico di personalità, che copre proprio quel dolore.

Questa visione permette di vedere oltre il limite del disturbo specifico, di cui la persona è portatrice, nella richiesta di avvio di un percorso terapeutico e di focalizzare l’attenzione sulla fragilità che ne è la base e la causa.

Infatti, il percorso terapeutico ha l’obiettivo non solo di risolvere il sintomo, per cui si attiva la richiesta di aiuto, ma di sostenere la persona nel percorso di consapevolezza della causa della sua sofferenza, riuscendo a toccare, con gradualità, il nucleo doloroso, coperto dalla patologia, per liberarsi dai legacci del passato.

Un momento molto importante del percorso terapeutico è la definizione del Progetto Terapeutico, che partendo sia dalla richiesta, che dalla Necessità Evolutiva dello Studente, delinea il percorso che accompagna la persona, con la definizione degli strumenti terapeutici e di trasformazione che saranno utilizzati, e le strategie più utili.

I sette passi del Percorso Terapeutico

Come abbiamo visto, se i diversi disturbi di personalità possono essere considerati come cristallizzazioni di compensazioni, il processo terapeutico si configura come un percorso di armonizzazione, che trasforma le compensazioni ed orienta la persona verso un’integrazione della sua personalità ed una vita più armonica.

In particolare, possiamo individuare sette passi che caratterizzano il percorso terapeutico.

La prima fase è costituita dall’individuazione dei nodi di dolore, ossia delle cause, che sono alla base dei disturbi di personalità. Si tratta di una sorta di patto con se stessi, un «mai più», di fronte ad un dolore che la mente riteneva insopportabile o ingiusto.

La seconda fase rappresenta la ricostruzione storica delle compensazioni patologiche: ricostruire, insieme alla persona tutto il percorso difensivo che ha attivato la personalità, per evitare il contatto con un dolore, in modo da immettere una nota di Consapevolezza e di Accettazione.

Nella terza fase, si avvia il Processo di Sostituzione dei modelli genitoriali interni, laddove un’esperienza non armonica nell’infanzia non ha consentito di creare una “base sicura” ed un’introiezione di modelli operativi interni positivi: questo avviene, mediante la creazione di un rapporto di Fiducia, che si instaura tra Terapeuta e studente e che consente di accompagnare quest’ultimo nel contatto graduale e costante verso il dolore, da cui ha tentato di fuggire.

Successivamente, il terapeuta accompagna lo studente nell’acquisizione di una Visione Evolutiva della propria vita sui 3 tempi (passato, presente e futuro): in questo modo, lo studente ha la possibilità di acquisire una consapevolezza del collegamento tra nodi dolorosi del passato e le difficoltà che incontra nella vita attuale e le disarmonie della sua personalità, ed aprire una prospettiva futura, legata alla necessità di rinunciare alle sue compensazioni e alle sue difese, per produrre un reale cambiamento. In questa fase, è importante che lo studente abbia chiaro quali possibilità di vita più armonica e serena si aprono: solo in questo modo, riesce a “sacrificare” la sua patologia, che, pur essendo portatrice di sofferenza, rappresenta il conosciuto di un porto sicuro.

Infatti, segue la fase del raggiungimento, attraverso la Discriminazione, del Punto di Scelta (decisione di un passo in direzione evolutiva): la sola consapevolezza della causa dolorosa che ha dato origine al disturbo di personalità non rappresenta, di per sé, uno stimolo al cambiamento. In questa fase, è necessaria l’immissione di una nota di Volontà della persona, che deve scegliere di affrontare il nuovo e per questo fonte di angoscia, piuttosto che rimanere in uno stato conosciuto, seppur di sofferenza.

Da questo momento, inizia una fase di smantellamento progressivo degli elementi compensatori (SPEC), che vanno sacrificati consapevolmente: questo è un momento delicato, in quanto la persona entra in contatto con l’angoscia e, a volte, con la sensazione di tristezza, o di perdita. È importante che la persona venga accompagnata riconoscere che si tratta di un Sensore Positivo, che indica l’avvio di un processo di disidentificazione dagli automatismi e dalle disfunzioni della personalità: questo consente allo studente di non bloccare, per paura, un processo di elaborazione e di risoluzione in corso. Ricordiamo, infatti, che le compensazioni rappresentano un sistema difensivo, che ha lo scopo primario di allontanare il dolore e l’angoscia del vuoto, e sposta il focus dello sguardo (della persona e dell’altro) dal dolore e lo porta all’esterno, su una forma più controllabile e distante dalla vera natura (evolutiva) del dolore, il sintomo. In questi termini, ogni compensazione è un diaframma al cuore, che protegge dalla percezione del dolore, ma priva dello sviluppo di quella sensibilità, necessaria all’apertura del Cuore nelle relazioni. Infatti, queste compensazioni così radicate, e praticate nella vita quotidiana, generano una scura capsula attorno al cuore (cuore nero) ed una personalità particolarmente strutturata.

Infine, abbiamo un graduale inserimento di Circuiti Evolutivi: in questa fase, lo studente deve essere accompagnato a scavare nuovi solchi, nel terreno con la vanga del Coraggio, sradicando la radice di non speranza, con la Volontà, per introdurre nel terreno della mente e del cuore un Seme di Luce e concimare la Speranza del futuro.

Gli Obiettivi ed il processo del Progetto Terapeutico

Come anticipato, un momento importante del percorso terapeutico è l’elaborazione del Progetto Terapeutico, che si basa su una visione evolutiva del processo di crescita e cambiamento dello studente, e tiene conto del fatto che si sta intervenendo sull’armonizzazione della sua personalità.

L’obiettivo principale del Progetto Terapeutico è rendere condiviso con lo studente il progetto del suo cambiamento, rispondendo alla sua richiesta esplicita e anche alla sua richiesta evolutiva implicita (spesso, inconscia).

In particolare, gli obiettivi del Progetto Terapeutico sono i seguenti:

  • Permette di dare un senso (consapevolezza) a quanto accaduto nel passato e di utilizzarlo consapevolmente nel presente
  • Individua le finalità del percorso di cambiamento, attraverso la presentazione dell’immagine del futuro, che verrà perseguita
  • Immette nel percorso la necessità del cambiamento
  • Offre la visione di modelli alternativi a quelli passati e presenti
  • Offre allo studente la possibilità di scegliere e di manifestare la propria Volontà di cambiare
  • Restituisce allo studente la responsabilità del proprio cambiamento
  • Orienta il pensiero e gli sforzi all’obiettivo comune
  • Accoglie le resistenze che possono nascere come tappe del cambiamento (non sono problemi ma passaggi)
  • Offre una visione evolutiva della Vita, delle crisi e dei cambiamenti.

In particolare, nel condurre ad un reale processo di cambiamento, è importante sviluppare e mantenere una relazione collaborativa: lo studente ed il terapeuta devono collaborare contro la «cosa», «stanno dalla stessa parte».

Questo richiede di affrontare le paure e i desideri sottostanti: ciò di cui lo studente ha paura non è più una minaccia e ciò che vuole non è più desiderato.

Per comprendere questo processo, è utile considerare che ogni psicopatologia è un dono d’amore, vista dalla prospettiva della personalità dello studente: i modelli disfunzionali sono guidati dal desiderio, ad esempio, che delle persone interiorizzate offriranno amore, approvazione, perdono, scuse, ammirazione o riparazione.

Questo spiega anche l’attivazione delle resistenze al cambiamento, come funzione importante nel Progetto Terapeutico e come indicatori di diversi elementi della terapia stessa. Infatti, esse:

  1. Indicano i punti dolorosi e le difficoltà al cambiamento
  2. Suggeriscono l’atteggiamento terapeutico più adeguato
  3. Indicano la Linea di minor resistenza
  4. Determinano la velocità del Percorso.

Durante la realizzazione del Progetto Terapeutico, gli errori più frequenti sono:

  1. Seguire le necessità del momento dello studente, spostandosi dagli obiettivi definiti, perdendoli di vista
  2. Lavorare sulle urgenze
  3. “Navigare a vista”
  4. Sviluppare gli aspetti che rinforzano il proprio piano emotivo
  5. Leggere gli attacchi possibili dello studente come resistenze al lavoro, non considerandole come relative al possibile cambiamento previsto dal Progetto Terapeutico
  6. Difficoltà nel distacco: il Progetto Terapeutico non si chiude.

Progetto Terapeutico ed Alleanza Terapeutica

In questo processo, è molto importante la relazione terapeutica, come “conditio sine qua non” della psicoterapia: infatti, indipendentemente dalla teoria di riferimento e dalle tecniche usate, essa produce degli effetti sullo studente, più o meno deliberatamente ricercati e diretti dal terapeuta. In questo senso, “le tecniche psicoterapeutiche sono solamente uno strumento per inviare dei messaggi terapeutici e non devono essere confuse col contenuto trasmesso, che acquista significato attraverso la relazione terapeutica” (Giusti, Montanari, Montanarella, 1997).

Infatti, per portare avanti un processo terapeutico efficace, è necessario costruire una relazione terapeutica positiva, considerando che la qualità della relazione tra terapeuta e studente influenza fortemente i risultati della terapia (Alexander, Luborsky, 1986; Gaston, 1990) e ne determina il successo.

Orlinsky e Howard (1986) propongono alcune caratteristiche che consentono di creare una relazione terapeutica positiva: investimento di energia da parte del terapeuta e dello studente, indipendentemente dagli interventi seguiti; apertura reciproca, ossia un accordo sui ruoli, che consente allo studente di acquisire fiducia nei confronti del terapeuta, che, a sua volta, partecipa attivamente al processo terapeutico; un buon contatto personale, accompagnato da fiducia, comprensione reciproca, spontaneità e riduzione delle difese; intenzione di capirsi, che consente allo studente ed al terapeuta di confrontarsi continuamente, senza mettere in pericolo la stabilità e la continuità della relazione.

Oltre a queste caratteristiche, Giusti, Montanari e Montanarella (1997) ritengono che ogni terapeuta dovrebbe “sentirsi a proprio agio e sicuro di quello che fa, stabilire una relazione di collaborazione (caratterizzata dal mutuo rispetto e dalla condivisione), permettere al cliente di parlare, esplorare idee e sentimenti e sperimentare la scarica emotiva, avere un livello adeguato di conoscenza e di competenza per applicare gli interventi più adeguati, creare comprensione reciproca e risonanza tra i partecipanti”.

C’è una stretta correlazione tra l’opinione dello studente e sul grado di empatia, di considerazione, di accettazione e di autenticità del terapeuta e il successo del trattamento: gli studenti danno molta importanza a queste caratteristiche, più che alle tecniche utilizzate dal terapeuta.

L’alleanza è particolarmente importante, in quanto consente di affrontare subito il transfert negativo e consente allo studente di trasformare i modelli genitoriali disfunzionali interiorizzati, scegliendo di «lasciare andare» le persone interiorizzate.

Per questo, nel processo di rinuncia ai modelli disfunzionali interiorizzati, lo studente può percepire vissuti di lutto (abitudini e persone), che vengono elaborati, in modo graduale, mediante le seguenti fasi progressive:

  1. Negazione
  2. Rabbia e non accettazione
  3. Decisione di cambiare e paura
  4. Riconciliazione
  5. Accettazione

Insieme alla rinuncia dei modelli disfunzionali, lo studente, mediante la relazione terapeutica, inizia anche ad acquisire nuovi apprendimenti.

Questo processo viene sostenuto dalla presenza di un rapporto autentico e profondo tra terapeuta e studente: infatti, il terapeuta offre allo studente tutto ciò che è e questa offerta genera un clima di Verità, di trasparenza, di Fiducia e di naturale incoraggiamento.

L’Alleanza Terapeutica è un complesso intreccio relazionale strategico di elementi visibili e non, che veicola, implicitamente, alcuni messaggi:

«Sono con te e non ti mollo»

«E’ possibile cambiare»

«Ce la puoi fare».

Una delle strategie più efficaci, per consolidare una buona Alleanza Terapeutica è il Self-disclosure, o «Tecniche di disvelamento»: raccontare allo studente eventi reali della propria esperienza, in sintonia con i vissuti che porta.

Il Disvelamento riguarda:

  1. Emozioni e pensieri
  2. Esperienze affini
  3. Reazioni di Controtransfert.

Inoltre, il Disvelamento genera:

  1. Un immediato rispecchiamento
  2. Un incremento di Coraggio e di Speranza
  3. Un aumento della vicinanza nella relazione

Questi effetti rendono la relazione terapeutica più efficace ed offrono al Progetto Terapeutico maggiori possibilità di successo.

Inoltre, nell’Alleanza Terapeutica, è fondamentale l’offerta graduale della Melodia Irresistibile, quella vibrazione che il terapeuta sviluppa in una relazione a partire dalla trasmutazione dei propri limiti e lo studente si sente completo perché si sente compreso rispetto ai punti non trasmutati e con la prospettiva della coerenza del terapeuta, che ha fatto quella stessa esperienza. La Melodia Irresistibile ha un aspetto di Reciprocità che si crea mettendo in comune i limiti e le fragilità, creando una spirale che va verso l’alto.

In questi termini, l’Alleanza Terapeutica può essere considerata come un campo vibrazionale, che veicola implicitamente messaggi molto potenti di speranza e incoraggiamento e coerenza.

La Conclusione del Progetto Terapeutico

La conclusione del Progetto Terapeutico è un momento particolarmente importante in quanto permette allo studente di realizzare una sintesi di quanto realizzato nel Percorso e di fissare nella Coscienza i passaggi realizzati; allo stesso tempo, il terapeuta può realizzare un bilancio del proprio lavoro, riconoscendo i limiti, le possibilità e l’efficacia dello stesso e fissare nella propria Coscienza le nuove scoperte di sé e dello studente.

Il Progetto Terapeutico deve essere monitorato periodicamente, come fosse una corda che guida il lavoro: può essere aggiornato, ampliato e meglio specificato, se emergono, nel corso del lavoro, nuovi aspetti, inizialmente non considerati.

Il Progetto Terapeutico può definirsi concluso quando:

  1. Gli obiettivi prefissati sono stati perseguiti e raggiunti
  2. Quando questo non accade, in toto o in parte, vanno chiariti i motivi (difficoltà, cambiamento di Volontà dello studente, situazioni contingenti) e condivisi con lo studente.

La Restituzione della conclusione del Progetto Terapeutico va connessa con l’inizio del lavoro: lo studente dovrebbe aver acquisito strategie e consapevolezza, per poter realizzare altri passaggi in autonomia.

Tali passaggi possono essere condivisi e concretizzati in domande che possano lasciare allo studente la Visione di altre possibilità, di Speranza e di una prospettiva evolutiva.

Esempio di stesura di un Progetto Terapeutico

Il Progetto Terapeutico deve contenere le seguenti informazioni:

  1. La Sintesi delle informazioni acquisite
  2. L’Attitudine Terapeutica
  3. Gli Obiettivi e le Strategie
  4. Le Tecniche
  5. Le eventuali Collaborazioni Professionali
  6. Le Aspettative sul lavoro terapeutico
  7. La modalità della Restituzione del Progetto Terapeutico.

Presentiamo qui di seguito un esempio di Progetto Terapeutico.

  1. Premesse
  • Sintesi Diagnosi: Carla è una donna mentale, in sovrappeso, con 2 tratti del Disturbo di Ansiae 3 tratti di Fobia sociale. Carla presenta anche 3 tratti del Disturbo Dipendente
  • Descrizione disagio presente nella richiesta: C. presenta una ipersensibilità alle costrizioni, probabilmente proveniente da una esperienza di violenza relativa ad una vita precedente, in cui potrebbe essere stata rapita e costretta a vivere in un luogo isolatoper alcuni mesi: infatti, in un sogno ricorrente arrivano immagini di solitudine ed isolamento
  1. descrive un’ambivalenza verso i genitori, verso i quali sperimenta sia un bisogno di dipendenza, che il fastidio, per la loro intrusione
  2. tende a farsi maltrattarenei rapporti affettivi
  • Sintesi metafora dell’Analisi della Domanda: storia di una piantina, che ha incontrato un telo di plastica soffocante ed ha subito bruciature su alcune foglie: la piantina si è gonfiata di acqua nella parte bassa e tende a crescere poco verso l’alto, come se fosse inibita
  • Sintesi Controtrasnsfert: leggero compiacimento, per i suoi complimenti e fastidio, per le sue note di dipendenza.
  1. Attitudine Terapeutica

L’attitudine nei confronti di Carla dovrà attestarsi su note di grande delicatezza, dove sviluppare una logica induttiva e coerente

Il calore emotivodovrà essere costante e mai eccessivo

E’ fondamentale evitare di anticiparlae metterla sul punto in modo costante e graduale, raccogliendo subito le resistenze, attraverso un’Alleanza Terapeutica esplicita

  1. Obiettivi e Strategie
  • Approfondire le cause del disagio, attraverso una serie di regressioni, che potranno partire dall’adolescenza, per poi passare all’infanzia, alla prima infanzia, alla nascita e poi dirigersi verso le vite precedenti, fino ad indagare la vita con le eventuali esperienze di violenza e sopraffazione
  • Incrementare la capacità di gestire l’ansia, attraverso tecniche di respirazionee di rilassamento
  • Acquisizione della capacità di regolazione del respiro, in autonomia, con un allenamento quotidiano
  • Riconoscimento dell’angoscia, come sensore del vuoto, discriminazione tra angoscia e fame, attraverso l’incremento della capacità di ascolto emotivo
  • Consapevolezza del proprio corpo, nella sfera alimentare: diminuire la dose di cibo ad ogni pasto, per utilizzare più spuntini giornalieri, in modo da acquisire una gestione consapevole del cibo
  • Desensibilizzazione dell’ansiaper gli eventi sociali, attraverso tecniche di prefigurazione ipnotica ed induzioni positive
  • Successiva esposizione gradualeai contesti sociali temuti
  • Incremento della capacità di lettura, riconoscimento ed elaborazione delle emozioni, a partire dalla paura
  • Efficacia nel definire confinied imparare a gestirli consapevolmente
  • Avvio del processo di Restituzione ai genitori, attraverso la scrittura di lettere, partendo dalla madre
  • Individuazione, accettazione e condivisione delle fragilità.
  1. Tecniche
  • Richiesta di scrivere la Missione della vita
  • Progetto e Bilancio Annuale
  • Respirazione consapevole
  • Utilizzo del diario, per raccogliere sia i sogni, che descrivere le principali emozioni della giornata
  • Lettura dei sogni
  • Genogramma
  • Anamnesi Fotografica
  • Dissuasore bulimico: invio di un sms, in caso di pasto eccessivo e pienezza di stomaco
  1. Collaborazioni Professionali

E’ auspicabile l’invio ad un Nutrizionista, per l’adozione di una dieta, al termine del lavoro sulla consapevolezza del corpo.

  1. Aspettative

Nel corso del 1° annodi lavoro, una parziale remissione dei sintomi legati al Disturbo di Ansiaed alla Fobia Socialee un’attenuazione del Disturbo Dipendente

Una pervicace resistenza nella Restituzione alla madre

Entro la fine del 2° annodi lavoro, una remissione totale del Disturbo di Ansiae della Fobia Sociale, una riduzione dell’obesitàed un’ulteriore riduzione del Disturbo Dipendente

Nel corso del 3° anno, l’estinzione dell’obesitàe del Disturbo Dipendente

  1. Restituzione del Progetto Terapeutico

Ritengo utile condividere per linee generali, a voce, il Progetto Terapeutico, sottolineando l’importanza dell’Alleanza Terapeutica ed il rispetto degli impegni presi gradualmente.

Bibliografia

Sepe D., Onorati A., Folino F., Rubino M. P. (2014) La Psicologia per l’Evoluzione Armonica della Coscienza. Roma: Armando

Giusti E., Montanari C., Montanarella G.(1997) Manuale di Psicoterapia integrata, verso un eclettismo clinico metodologico. Milano: FrancoAngeli

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