La medicina legale tra storia, diritto e neuroscienze
Fin dai tempi antichi la medicina, nata con il compito di curare le malattie, ha contribuito alla realizzazione di norme giuridiche pensate sia per prevenire affezioni ed epidemie, sia per intervenire con sanzioni contro i danni portati all’integrita psico-fisica della persona. Da queste forme di collaborazione e nata e si e sviluppata la storia della medicina legale, una disciplina antica ma in perenne rinnovamento, che si fonda insieme sullo studio dell’arte sanitaria e su quello del diritto.
Le radici antiche: dai codici mesopotamici a Roma
I segni rudimentali di questa connessione si possono rinvenire fin dall’antichita. La piu antica legge conosciuta e il codice di Ur-Nammu, re di Sumer, risalente al 2050 a.C. Secondo la ricostruzione di Kramer, alcune norme stabilivano principi come: “Se un uomo a un uomo il piede ha tagliato, dieci sicli d’argento dovra pagare”; “Se un uomo a un uomo le ossa ha rotto, una mina d’argento dovra pagare”. Un’altra fonte giuridica fondamentale e il Codice di Hammurabi, databile intorno al XVIII secolo a.C., che tratta questioni di diritto penale, civile e commerciale.
Proprio nel Codice di Hammurabi viene prevista una pena corporale pari al danno arrecato, la cosiddetta “legge del taglione”. Al paragrafo 218 si legge che, se un medico ha eseguito un intervento difficile con un coltello di bronzo provocando la morte del paziente, gli venga tagliata la mano. E’ una delle prime testimonianze di responsabilita del sanitario di fronte alla legge.
Nella prima codificazione romana, le celebri Dodici Tavole del 451 a.C., si trovano gia norme di interesse medico. Momenti storici significativi sono legati all’esperienza greco-romana, nella quale allo splendore del diritto si unisce la notorieta della scuola medica alessandrina. All’inizio della decadenza dell’Impero romano il ruolo del medico diventa piu rilevante e nasce la figura dell’archiatra, il medico ufficiale con compiti anche pubblici.
Dal Medioevo al Rinascimento della medicina
Disposizioni di carattere medico-legale si colgono anche in epoca medievale, periodo in cui risorge lo studio del diritto romano e vengono poste le basi di un ordinamento sanitario. Un passaggio decisivo sono le “Constitutiones Augustales” (1231) di Federico II, che avviano uno sviluppo culturale e scientifico destinato a diffondersi in tutta Europa, preparando il cosiddetto “rinascimento della medicina”.
Si fa strada l’idea di ricorrere alle perizie del medico ogni volta che si tratti di esaminare una ferita e di stabilire se a essa possa o meno imputarsi la morte del soggetto. E’ il seme di quella che oggi chiamiamo consulenza tecnica: il sapere medico messo al servizio dell’accertamento giudiziario.
Dalle ferite alle perizie: il medico entra nei tribunali
E’ il romano Paolo Zacchia (1584-1644), nominato archiatra da Innocenzo X nel 1644 e considerato il padre della medicina legale, a dare avvio alla pubblicazione delle “Quaestiones medico-legales”, ritenute la pietra miliare della disciplina. Grazie alle conquiste delle scienze mediche, un’evoluzione significativa si registra nei secoli XVIII e XIX, quando la medicina legale riceve nuovi orientamenti scientifici attraverso una ricca produzione pubblicistica, specialmente in Italia, Germania e Francia.
Tra i protagonisti spicca Cesare Lombroso, psichiatra e medico legale, fondatore della medicina criminologica basata sullo studio diretto, somatico e psichico, dell’uomo criminale. Al di la delle teorie oggi ampiamente superate, il suo lavoro segna il momento in cui l’indagine sulla personalita entra a pieno titolo nel discorso medico-legale.
Una disciplina che segue il progresso scientifico
Si tratta di un campo di studio fecondo, nel quale emerge la tendenza a privilegiare metodiche cliniche in virtu della crescente espansione degli strumenti d’indagine, del numero elevato di giudizi in materia di danno alla persona e della crescente importanza degli accertamenti relativi alla personalita dell’autore del reato. Le nuove acquisizioni in ambito neuroscientifico, fisiopatologico, biologico, tossicologico ed ematologico, insieme a nuove tecniche di ricerca e a concezioni socio-economiche inedite e ai diritti costituzionali garantiti all’individuo, hanno determinato una vera svolta.
Da cio consegue che anche l’organizzazione degli istituti di medicina legale ha subito profonde modificazioni, tanto da renderli oggi in grado di rispondere a qualsiasi indagine richiesta dallo Stato o da privati, purche inerente a problematiche biologiche con finalita amministrative o giudiziarie.
Le tappe istituzionali in Italia
Il primo Congresso italiano di medicina legale fu inaugurato nel 1898 a Torino, mentre a Roma la prima Cattedra di chirurgia anche forense fu istituita nel 1788 da Pio VI. Nel 1824, con la Bolla “Quod divina sapientia” di Leone XII, la disciplina assunse il nome di “Medicina politico-legale”, segno del suo crescente riconoscimento istituzionale.
Il senso profondo: la tutela della persona
La medicina legale, in conclusione, rivela il senso profondo della tutela giuridica della persona, in particolare per quanto riguarda i beni fondamentali della vita e dell’integrita dell’essere umano. Oggi questa vocazione si misura anche con i nuovi scenari bioetici e con le domande poste dalle neuroscienze, che tornano a intrecciare, come nell’antichita, gli aspetti neuro-psico-fisici della persona con l’ordinamento giuridico e sociale.
Domande frequenti
Che cos’e la medicina legale?
E’ una disciplina che mette in relazione l’arte sanitaria e il diritto. Nasce dalla collaborazione storica tra medicina e ordinamento giuridico per prevenire malattie ed epidemie e per valutare i danni all’integrita psico-fisica della persona, offrendo alla giustizia le competenze necessarie ad accertamenti e perizie.
Qual e la piu antica testimonianza del rapporto tra medicina e diritto?
Le prime tracce si trovano nei codici mesopotamici. Il codice di Ur-Nammu (2050 a.C.) e soprattutto il Codice di Hammurabi, con la legge del taglione e le norme sulla responsabilita del medico, mostrano come gia allora l’ordinamento regolasse i danni alla persona e l’operato dei sanitari.
Perche Paolo Zacchia e considerato il padre della medicina legale?
Perche con le sue “Quaestiones medico-legales”, pubblicate nel Seicento, sistematizzo per la prima volta il sapere medico applicato alle questioni giuridiche, fornendo alla disciplina una base metodologica considerata la sua pietra miliare.
Che ruolo hanno oggi le neuroscienze nella medicina legale?
Le nuove acquisizioni neuroscientifiche, biologiche e tossicologiche hanno ampliato gli strumenti di indagine, soprattutto negli accertamenti sulla personalita dell’autore di un reato e sul danno alla persona, riportando al centro il legame tra aspetti neuro-psico-fisici e ordinamento giuridico-sociale.
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