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Abstract: Si è cercato di fare una breve rassegna degli  studi esistenti in merito ai figli nati con PMA. Gli studi presi in considerazione sono spesso diversi ed eterogenei, con pochi casi e con campioni non adeguatamente omogenei, oltre al fatto che vi è una ancor maggiore eterogeneità nei parametri che andavano a ricercare.

Oggi viviamo in una società molto diversificata. In occidente si è fatta strada la tendenza a fare pochi figli e a farli, molto spesso, in età che un tempo era considerata avanzata.  Aumenta, per questo motivo, toccando quasi quota 14.000, il numero dei bambini nati in Italia, nel 2017, da procreazione medicalmente assistita (PMA) ed è boom di fecondazione eterologa: il numero di figli nati grazie a donazione di ovociti o spermatozoi è aumentato del 19% rispetto al 2016. A tracciare il quadro è la relazione trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento sulla Pma 2019. Rispetto all’anno precedente, nel 2017 sono aumentate le coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita (da 77.522 a 78.366), i cicli effettuati (da 97.656 a 97.888) e i bambini nati vivi (da 13.582 a 13.973). Si è cercato di fare una breve rassegna degli  studi esistenti in merito ai figli nati con PMA. Gli studi presi in considerazione sono spesso diversi ed eterogenei, con pochi casi e con campioni non adeguatamente omogenei, oltre al fatto che vi è una ancor maggiore eterogeneità nei parametri che andavano a ricercare. Occorrerebbe quindi, in futuro, approfondire le nostre conoscenze sul tema del benessere fisico/psicologico dei bambini nati tramite procreazione medicalmente assistita,  con studi multicentrici e condotti col miglior rigore scientifico possibile. 

Segreto / Accettazione

Da alcuni studi effettuati, emerge che l’apprensione dei genitori al racconto della donazione di gameti è più legata al voler proteggere sé stessi e i propri figli (Readings, Blake, Casey, Jadva e Golombok, 2011; Snowden, Mitchell, & Snowden, 1983) e che il segreto è correlato alla paura dello stigma sociale (Cook, Golombok, Bish, & Murray, 1995; Rumball & Adair, 1999). Precedenti ricerche hanno suggerito che il segreto protegge sia i genitori sia i bambini da potenziali critiche pubbliche (Nachtigall, Pitcher, Tschman, Becker, & Szkupinski Quiroga, 1997; Golombok, 2013; MacCallum & Golombok, 2007).  Il grado di selettività variava da alcune coppie che raccontavano solo alla famiglia d’origine, ad altre che si rivelavano a molti.  Dai racconti delle pazienti sembrava che coloro che raccontavano dall’inizio erano meno ansiose riguardo se stesse e i loro figli rispetto alle donne che stavano aspettando il momento giusto per rivelare (Rotolo,2018). In genere, le coppie dell’Italia e della Spagna asseriscono che non diranno mai al figlio che e’ nato da fecondazione in vitro o da inseminazione con seme di donatore. Le coppie inglesi e olandesi sono piu’ possibiliste (Cremonese A, 1997). Non escludono di poterlo dire al figlio, ma invece si dimostrano decise a serbare il segreto con la loro cerchia sociale, ciò al fine di preservare la propria privacy, ma soprattutto perche’ temono i pregiudizi. C’e’ infatti ancora chi vede la procreazione assistita come qualcosa d’immorale, o comunque di non naturale. Un altro tema indagato è la somiglianza fisica con i figli (Rotolo, 2018). Nonostante la preferenza che il bambino assomigli a qualcuno della famiglia, l’attaccamento emotivo al figlio non è stato influenzato. Tutte le pazienti hanno visto il figlio concepito come proprio e loro stesse come madri. Ciò suggerisce che indipendentemente da una connessione genetica o somiglianza fisica, un bambino può essere percepito emotivamente come il proprio e che la capacità delle pazienti di legarsi al bambino non era influenzata dal legame genetico, sostenendo altre ricerche che hanno suggerito che il rapporto genitore / figlio nelle famiglie che si sono  sottoposte a PMA con donazione di gameti è buono come nelle famiglie tradizionali (Golombok, Murray, Jadva, MacCallum & Lycett, 2004) e sorregge il punto di vista della teoria dell’attaccamento di Bowlby e cioè che non è necessariamente la connessione genetica ma interazioni positive  che causano l’attaccamento emotivo (Bowlby, 1964; Leon, 2002).

Salute e intelligenza dei bambini nati da Procreazione Medicalmente Assistita

Diversi studi sono stati effettuati circa la salute e l’intelligenza dei bambini nati da Pma. I giapponesi, dopo 20 anni di attività delle loro banche dello sperma, hanno pubblicato nel 1979 una ricerca su poco più di 50 bambini, tra l’altro tutti molto piccoli. Questa ricerca (Mochimaru, 1979) sembra dimostrare che sia il quoziente d’intelligenza sia il quoziente di sviluppo di questi bambini è buono e che addirittura il loro sviluppo fisico e mentale è superiore a quello dei bambini nati naturalmente. Risultati analoghi sono stati ottenuti da un gruppo polacco (Torbus, 1980). In Olanda, Kremer (1983) ha ottenuto 134 risposte a un questionario molto dettagliato inviato a coppie che avevano avuto almeno un figlio con l’inseminazione eterologa (è da notare che nessuno di questi bambini aveva più di 6 anni): il 98% dei genitori si dichiarava più che soddisfatto e il 34% si proponeva di ripetere l’esperienza. Meno ottimista sembra la ricerca fatta da alcuni autori francesi che hanno preso in esame 77 bambini (tutti di età inferiore ai 3 anni) mettendo in evidenza una discreta incidenza di problemi psicosomatici (coliche addominali, vomito, pianto notturno, malattie della pelle). Secondo gli autori, è possibile che esista, in questi casi, un «superinvestimento affettivo» dei genitori, fenomeno del resto molto frequente nelle coppie che hanno figli solo dopo averli a lungo desiderati (Flamigni, 2008).

Un gruppo di ricercatori ha esaminato 370 bambini tra i 6 e i 13 anni, nati con la fecondazione in vitro nell’ospedale francese Antoine Beclere di Clamart, tra il 1982 e il 1989 (“Fertility and Sterility”, rivista della societa’ americana di medicina riproduttiva). Lo sviluppo fisico in peso e altezza e’ risultato nella norma e non ci sono malformazioni superiori alla normale statistica. L’unica diversita’ e’ la percentuale di gemelli: circa un quarto dei bimbi concepiti in vitro sono frutto di parti gemellari. Un’indagine su una popolazione infantile più ampia (364 bambini, alcuni dei quali in età scolare) è stata eseguita, sempre in Francia, dal CECOS. Anche da questa ricerca risulta una maggiore frequenza di problemi psicosomatici nei bambini più piccoli. La sensazione di una maggiore precocità di questi bambini viene discussa e messa in dubbio da questi autori, secondo i quali le varie prove portate (soprattutto dai genitori, in minor misura dai medici curanti) sarebbero più dipendenti da una maggiore (più continua e più preoccupata) attenzione parentale che da reali differenze rispetto alla normalità (Flamigni, 2008). Nei bambini più grandi, la scolarità sembra normale e scompare la tendenza alle malattie psicosomatiche.  

Conclusioni

Il prof. P. Casey dell’Università di Cambridge ha condotto con la sua equipe uno studio che si è proposto di valutare il benessere psicologico, la soddisfazione coniugale e la qualità del rapporto genitore-figlio nel caso di un bambino concepito con una maternità ottenuta con l’aiuto della fecondazione assistita, con ovodonazione o con maternità surrogata (donazione di utero).

Lo studio ha concluso che ci sono poche differenze tra i diversi tipi di famiglia per quanto riguarda i genitori. I ricercatori hanno notato che i padri di famiglie con riproduzione assistita sono più positivi in termini di stress e soddisfazione coniugale rispetto ai padri di famiglie con concepimento in modo naturale. Nei bambini avuti con l’aiuto della fecondazione assistita si evidenziano livelli di negatività nel rapporto di interazione con i propri padri leggermente più alti rispetto ai bambini avuti da donazione di ovuli e famiglie maternità surrogata, mentre differenze non si riscontrano nei padri.

In conclusione, da questo studio sia i padri che i bambini sembrano non subire particolari stress o differenze di comportamento rispetto ad una famiglia con concepimento naturale nonostante le preoccupazioni sollevate circa gli esiti potenzialmente negativi per la relazioni padre-figlio in famiglie create con donazione di ovuli, con la fecondazione artificiale e la maternità surrogata.

Bibliografia

Congresso ESHRE, 2011.

Cremonese A.,FECONDAZIONE ARTIFICIALE Ci si chiede se e’ lecita, dove puo’ spingersi, se e’ eticamente corretta. Ma fino ad ora nessuno si era domandato: come sono i bambini che produce?” Pagina 002.003, 17/03/1997. Corriere della Sera.

Flamigni, C.:”Il secondo libro della sterilità”, UTET Libreria, Torino, 2008.

Golombok S., Letture J.,Blake L.,Casey P., Mellish L.,Marks A., e Vasanti Jadva: “Children Conceived by Gamete Donation: Psychological Adjustment and Mother-child Relationships at Age 7” J Fam Psychol. 2011Apr;25(2):230-239.

Redazione ANSA ROMA :” Quattordicimila nati nel 2017 dalla fecondazione assistita, +19% con tecnica eterologa”. 05 luglio 2019.
Rotolo M.L.:Mamme con figli nati da donazione di gameti” Psychiatry on line Italia, 2018.