La mente ossessiva. Curare il disturbo ossessivo-compulsivo

A cura di Francesco Mancini.
Recensione del libro. 

“La mente ossessiva”, un testo curato da Francesco Mancini, che insieme al contributo di altri professionisti esperti nell’ambito del disturbo ossessivo-compulsivo, si presenta come un ricco volume che raccoglie studi, ricerche, contributi teorici e approfondimenti circa il lavoro della terapia cognitivo comportamentale.

Suddiviso in due sezioni, la prima parte del libro approfondisce le caratteristiche delle ossessioni intese come pensieri e immagini che si impongono nella mente del soggetto,  e compulsioni intese come atti mentali e/o comportamentali volti a neutralizzare l’angoscia, la paura il senso di colpa legata alla tematica ossessiva (danno/colpa). Il testo mette in luce come al di là dei contributi di ricerca in riferimento ai meccanismi e possibili deficit cognitivi, in realtà gli elementi che caratterizzano il disturbo sarebbero un senso di iperresponsabilità, legato al tentativo di applicare una logica del “meglio prevenire che curare.”

All’interno dei vari capitoli si ritrovano casi clinici come il caso di Maria con il suo timore di aver contratto il virus dell’HIV e la paura di poterlo trasmettere a sua volta; Giovanni e  le sue ossessioni relative ad aver chiuso il rubinetto del gas e relative compulsioni di controllo. Non manca l’approfondendo delle più comuni forme di ossessioni quali da contaminazione, da danno, scaramantiche, somatiche, aggressive, omosessuali, relazionali, religiose e morali, sessuali pedofile, di ordine e simmetria.

Grafici e tabelle arricchiscono i contenuti dei vari capitoli. Seguono poi i riferimenti ai processi cognitivi coinvolti nel DOC così come l’approfondimento circa rapporto tra DOC e psicosi, facendo riferimento alle posizioni presenti letteratura, posizioni che secondo gli autori del testo potrebbero presentare delle criticità, si continua poi con l’approfondimento e le differenze tra DOC e DOC di personalità ed ancora nel settimo capitolo, si affronteranno le modifiche apportate dal 2013 all’interno del DSM-V quando si comincia a parlare di sindrome. Prima  di passare alla seconda parte del testo, la prima si completa esplorando gli attuali studi e contributi di ricerca in riferimento al rapporto tra deficit cognitivi e DOC ed i fattori di vulnerabilità, approfondendo le ipotesi circa la familiarità genetica, vulnerabilità cognitiva e specifici pattern cognitivi (responsabilità esagerate, controllo dei pensieri, importanza data ai pensieri, sovrastima del pericolo, in tolleranza dell’incertezza, senso di colpa), esperienze di vita stressanti.

Nella seconda parte del testo gli autori entrano nel vivo della clinica e più precisamente nel lavoro in studio con il paziente, offrendo un’ampia, ricca e dettagliata descrizione delle fasi della terapia, degli obiettivi, degli strumenti e tecniche di matrice cognitiva comportamentale applicata per specifici obiettivi terapeutici. Il tutto si accompagna a ritagli di casi clinici che consentono al lettore di entrare nel vivo di quanto viene descritto. Un testo che a mio avviso non può mancare nel bagaglio di chi lavora con persone che soffrono di disturbo ossessivo-compulsivo e ancora di più con terapisti cognitivo comportamentali.

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