La psicologia del giocatore d’azzardo professionista

In questo articolo parlo di un argomento molto importante riguardante l’approccio che la nostra mente ha in relazione al risultato. In particolare, analizzeremo un’attitudine mentale che contraddistingue i giocatori professionisti. Tale caratteristica può essere definita nella capacità nel riuscire a dissociarsi dal risultato. Questo tipo di predisposizione mentale è molto importante perché il modo in cui noi ci relazioniamo al risultato influenza la nostra capacita di giudizio razionale, portandoci a compiere azioni irrazionali che hanno come conseguenza problematiche comportamentali come la ludopatia. Infine, vedremo come la capacità nel riuscire a dissociarsi dal risultato sia una metodologia vincente anche in situazioni molto diverse da quelle del gioco d’azzardo.

Caratteristica basilare della mente umana

Per capire come la nostra mente si comporta in relazione al risultato di una nostra azione, dobbiamo comprendere in quale tipo di ambiente si è sviluppata. L’uomo si è evoluto in un contesto in cui è sempre stato evidente un fortissimo legame tra azione e risultato, per capire questo riporto un semplice esempio.

Se noi raccogliamo un frutto e lo mangiamo otteniamo due possibili risultati: o è un frutto commestibile o è velenoso e la cosa fondamentale di questi due esiti è che rimangono costanti nel tempo. La non aleatorietà del risultato ha una conseguenza importante: se questo porta ad un beneficio, l’azione che lo ha generato risulta essere corretta. Quindi si sviluppa un legame diretto tra azione e risultato e ad un risultato utile per la nostra sopravvivenza corrisponde un’azione razionale e giusta. Il cervello reagisce a questo legame diretto anche in modo fisiologico producendo una sensazione fisica di felicità. In pratica il cervello ci ricompensa per l’azione fatta e vuole che essa venga ripetuta nel tempo perché giudicata utile per la nostra sopravvivenza.

Azione e risultato: così la nostra mente viene ingannata

Ora analizziamo come si comporta una mente evoluta sotto le circostanze descritte nel paragrafo precedente, quando deve affrontare situazioni in cui l’esito del risultato è soggetto ad una rilevante componente casuale. In queste situazioni avviene una cosa estremamente importante: il risultato di una nostra azione non sarà mai costante ma avrà un certo grado di casualità (non trascurabile). Ad esempio, in questo nuovo ambiente, un frutto può essere commestibile il 50% delle volte e velenoso per l’altro 50%. In questa situazione si spezza il legame tra azione e risultato e non è più vero che ad un risultato favorevole corrisponda un azione razionale e giusta. L’esempio del frutto che è commestibile il 50% delle volte e velenoso il 50% restante è ovviamente un esempio di fantasia: tale situazione non esiste normalmente in natura ed è il motivo per cui la mente di regola costruisce una corrispondenza diretta tra azione e risultato.

Le situazioni in cui il legame tra la razionalità dell’azione e risultato non è più univoco, sono situazioni quasi esclusivamente create dall’uomo, come nel caso del gioco d’azzardo. Ad esempio, se giochiamo a testa o croce abbiamo il 50% di vincere e il 50% di perdere e ovviamente non c’è nessun legame razionale tra azione e risultato. Però per il cervello non fa nessuna differenza, se vincete una puntata vi ricompenserà con una sensazione di felicità e questo perché per la nostra mente esiste ancora il legame tra risultato ed azione. Per questo motivo, la patologia psicologica chiamata ludopatia che affligge i giocatori d’azzardo, è la diretta conseguenza di una mente evoluta in un ambiente in cui esiste un legame molto forte tra azione e risultato, che si trova ad affrontare qualcosa di completamente differente associando erroneamente ad azioni irrazionali e distruttive un valore positivo. Tale comportamento è chiamato anche distorsione cognitiva, le persone che ne sono affette sono realmente convinte che le loro azioni irrazionali possono portarle alla vittoria. A questo punto avrete sicuramente capito che il problema principale è dovuto al legame diretto che la menta associa tra azione e risultato, ed è proprio su tale elemento chiave che nasce la differenza di approccio tra una persona comune ed un giocatore d’azzardo professionista. In pratica, quando un individuo si trova ad affrontare una situazione in cui viene a mancare il legame diretto tra azione e risultato, ha due possibilità: la prima è non cambiare nulla e mantenere il legame tra azione e risultato, la seconda è sviluppare una consapevolezza che la propria mente non è adatta per questa nuova situazione ed evolversi con un approccio nuovo in cui si giudica in modo razionale l’azione intrapresa indipendentemente dal risultato. Se si sceglie la prima possibilità si va incontro a tutte le problematiche descritte, ma se si sceglie la seconda possibilità, si intraprende un percorso che può essere visto come un vero e proprio traning mentale in cui ci accorgiamo del problema e cambiamo la nostra mente in modo da mantenere una risposta razionale e vincente.

La mente di un giocatore d’azzardo professionista

Nel capitolo precedente è stata identificata la caratteristica che deve distinguere una persona comune da un giocatore d’azzardo professionista e tale caratteristica può essere riassunta con il seguente concetto: “dissociazione dal risultato”. In altri termini, si tratta di spezzare il legame che il nostro cervello dà per scontato tra azione e risultato. Questo approccio mentale è presente tra professionisti di settori molto differenti; ad esempio per un giocatore di poker professionista è normale arrabbiarsi quando fa una giocata stupida ed essere felice quando fa una giocata intelligente indipendentemente dall’esito delle singole giocate. Infatti questi giocatori hanno perfettamente compreso che non esiste nessun legame diretto tra il risultato di una singola operazione e l’azione che l’ha generata, ma ciò che li rende vincenti è riuscire ad eseguire sempre una serie di azioni razionali e corrette senza farsi coinvolgere dalle emozioni. Vi riporto anche un’affermazione della trader professionista Linda Raschke la cui intervista è stata riportata sul numero di Trader Magazine del 06-2017. Alla domanda “Quindi il trading è un gioco per lei?” Linda Raschke risponde “Si. Controllo a malapena il bilancio del conto. Questo mi influenzerebbe inutilmente sia positivamente che negativamente e non cambia il fatto che devo prendere di nuovo una giusta decisione. E se si prendono sempre decisioni giuste, la performance diventa semplice nel lungo periodo.”. Come vedete vi è una dissociazione talmente forte dal singolo risultato da non curarsi neanche del proprio bilancio (un trader amatoriale controlla il proprio bilancio ogni 5 secondi).

Il gioco d’azzardo visto da questo punto di vista non è più casualità, ma è un puro processo cognitivo, dove si opera solo se si comprende il gioco eseguendo sempre azioni razionali e mai emotive. In conclusione, la differenza tra un giocatore d’azzardo amatoriale e uno professionista può essere riassunta nel fatto che il primo è ossessionato dal risultato invece il secondo è ossessionato dalla conoscenza.

Un semplice esercizio per allenare lo vostra mente

Ogni volta che mi viene chiesto un consiglio su quale deve essere il primo passo che una persona deve compiere per poter diventare un giocatore d’azzardo vincente, io non ho mai nessun dubbio sulla riposta da dargli. Il primo passo è sempre lo sviluppo della consapevolezza che il nostro cervello non è adatto per lavorare in un ambiente in cui l’esito di un risultato è condizionato anche da una componente casuale non trascurabile. Da questa consapevolezza nasce il cambiamento, inteso come il percorso in cui si allena il proprio cervello a dissociarsi dal risultato.  Per ottenere questo obiettivo vi propongo questo esercizio: alla fine di ogni giornata lavorativa dedicate 10 minuti per analizzare in maniera critica il risultato positivo più importante che avete ottenuto. In questo modo, analizzando in modo razionale senza farsi coinvolgere in maniera emotiva dal successo ottenuto, al livello inconscio state spezzando il legame che la vostra mente dà per scontato tra azione e risultato.  

Questo perché l’analisi critica è qualcosa che la mente associa principalmente agli eventi negativi, essendo tali eventi legati alla nostra sopravvivenza. Di conseguenza la ripetizione di questo esercizio allenerà la mente ad analizzare in modo razionale ogni nostra azione indipendentemente dal suo esito. Il principio base di questo esercizio è molto semplice, ogni volta che analizziamo in modo critico un successo alleniamo la mente a dissociarsi dal risultato ed in pratica ci si addestra ad essere più razionali e riflessivi e si inibisce la risposta istintiva ed emotiva.

Vi consiglio di prendere questo esercizio come una forma di gioco, all’inizio può risultare faticoso ma col tempo il cervello diventerà sempre più efficiente e veloce. Il cervello deve essere visto proprio come un muscolo da allenare: è stato dimostrato che il cervello mantiene un’elevata plasticità (capacità di modificare le proprie connessioni neuronali) anche ad età avanzate, per questo motivo le tecniche di trading mentale stanno diventando sempre più importanti nel miglioramento delle prestazioni lavorative.

La dissociazione dal risultato come metodo vincente in molti campi di interesse

In questo articolo si è sempre parlato del gioco d’azzardo come la situazione primaria in cui sviluppare una dissociazione dal risultato sia fondamentale per essere vincenti e non sviluppare problematiche comportamentali come la ludopatia. In realtà, tale approccio mentale rappresenta una vera e propria innovazione, questo perché ogni nostra azione in qualsiasi ambito è orientata verso la massimizzazione del risultato. Di conseguenza, risulta estremamente interessante analizzare l’applicazione di questo approccio mentale in campi di interesse anche molto diversi dal quello del gioco d’azzardo. Adesso farò tre esempi, riguardati tre settori molti differenti tra loro, in cui un approccio basato sulla dissociazione dal risultato ci può permettere di guardare il problema da un punto di vista differente.

Il primo esempio riguarda la ricerca teorica relativa l’analisi dei dati. In questa area scientifica fanno parte anche le famose tecniche di intelligenza artificiale e tutti i metodi utilizzati per analizzare i big data. La teoria riguardo l’analisi dei dati si è sviluppata ponendo sempre al centro dell’attenzione il risultato. Con l’aumento della ricerca scientifica in questo settore, sta nascendo una consapevolezza che tale approccio, unicamente basato sull’ottimizzazione del risultato, in determinate situazioni risulta essere non ottimale. Di conseguenza uno dei problemi di matematica applicata più importanti, che devono essere risolti, è quello di trovare un parametro che sia più significativo del risultato o del guadagno atteso da utilizzare come metodo di valutazione. Quindi potete comprendere che anche la ricerca scientifica si fatta ingannare da questo legame che la nostra mente associa tra azione e risultato.

Il secondo esempio che vi propongo riguarda l’utilizzo corretto dei social network per migliorare i profitti della vostra impresa. Poniamo che avete una piccola società che produce un particolare cibo e volete utilizzare i social network per migliorare le vendite. La maggior parte delle persone si focalizzerà sul risultato che in questo caso è vendere di più, quindi aprirà un pagina sui social network in cui tenterà di vendere il prodotto. Un approccio di questo tipo difficilmente ha successo questo perché c’è un rumore di fondo enorme, tutti vendono qualcosa su internet. Adesso invece dimentichiamoci del nostro obbiettivo, apriamo una pagina sui social network in cui non vendiamo nulla, ma semplicemente raccontiamo la nostra passione verso il prodotto che si produce attraverso video e informazioni gratuite. Questo secondo metodo è un approccio completamente dissociato dal risultato che risulta essere estremamente più vincente rispetto al primo, questo perché i social network, utilizzati in questo modo, creano un rapporto di fiducia con il cliente.

Il terzo esempio riguarda lo sviluppo di una attività imprenditoriale. Anche in questo caso un approccio dissociato dal risultato può essere molto interessante, perché può aiutarci a creare un bene o un servizio del tutto originale e quindi a distinguersi dalla massa. Infatti in un mondo sempre più competitivo diventa fondamentale essere originali per essere vincenti. Di conseguenza avere un approccio dissociato dal risultato può aiutarci a vedere il problema da un punto di vista nuovo e a trovare soluzioni innovative.

Conclusioni

In questo articolo ho portato l’attenzione al legame diretto che la nostra mente associa all’esito del risultato e alla azione che lo ha generato. In pratica per la nostra mente ad un risultato positivo corrisponde sempre un’azione razionale e giusta, questo modo di agire risulta essere pericoloso quando lavoriamo in ambienti in cui è possibile vincere anche facendo un’azione irrazionale. In queste situazioni, siamo predisposti a considerare azioni irrazionali come corrette e quindi saremo portati a ripeterle nel tempo, questo inevitabilmente ci porterà grosse perdite nel futuro. La consapevolezza di questa problematica ci porta un beneficio molto importante che riguarda il percorso di crescita personale in cui impariamo a dissociarsi dal singolo risultato. Abbiamo anche visto che questa predisposizione mentale può essere utile anche in situazioni molto differente da quella del gioco d’azzardo. Infatti ogni nostra azione in qualsiasi ambito è sempre orientata alla massimizzazione del risultato. Di conseguenza dissociarsi dal risultato può migliorare la nostra capacità di problem-solving aiutandoci a trovare soluzioni originali ed innovative.

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