La psicologia individuale nell’Italia di oggi

In questa circostanza ed in queste righe mi assento dalla mia solita attività e vesto l’abito comunque naturale, dello psicologo osservatore.
Nell’uomo la capacità di tollerare eventi avversi è relativa ad una grande quantità di variabili, l’importanza delle quali è dovuta a fattori scaturiti dall’insieme della complessità individuale. Si tratta di una di quelle condizioni che risultano insondabili senza attingere alla più intima condizione di ognuno. Nel gruppo geografico e sociale a cui apparteniamo avvengono cose con l’aspetto di un nodo che incontra il pettine. Come leggere altrimenti quello che ripetutamente è accaduto ed accade? Nei fatti affiorano inadempienze e condotte in qualche modo inefficaci o inopportune, affiorano tristi negligenze, ammanchi, scorrettezze dozzinali, che contaminano ogni aspetto del vivere quotidiano. Affiorano soluzioni sommarie, imperizie, tristi scelte. Questa è una Nazione, forse la più bella del mondo, subissata quotidianamente da un effetto sommatorio, che intacca in modo continuo la fiducia che ogni suo abitante ripone in essa. Sono molti anni che di giorno in giorno emergono responsabilità di qualcosa che non è stata (ben) fatta da qualcuno, spesso non facile da sospettare ed ancor meno da tollerare.

Ora, questo popolo è stanco, di sé stesso quanto del fatto che da molto tempo non distingue una identità politica e quindi sociale, che promuova una integrità, un obiettivo comune. Accade così che siamo lontani, forse sempre di più, dal sentirsi protetti in questo involucro geografico pieno di storia, di bellezza, di genialità. Come una impietosa legge del contrappasso, quanto maggiore è l’entità della nostra storia, più fatale appare il baratro in cui roviniamo e senza che lo si veda, naufraga la nostra identità, il nostro senso di comunità. In un paese dove vige sempre più forte una legge legata al possesso materiale immediato, spesso trafugato con approssimazione minimalista, il risultato è sconcertante come il vedere esposta la carpenteria metallica nello scheletro dell’ultimo disastro, quello di Genova. Dov’erano l’Aspetto Protettivo e la Tutela nell’attività di coloro che erano preposti ad allestire il controllo? Qual è stata la sorte della loroVolontà? E questo è ovunque: in ambito sociale, quello scientifico e morale. Accade così quello che si svolgerebbe in una famiglia, dove gli appartenenti subiscano ostilità: tra loro scende un gelo di cui si è consapevoli solo in minima parte e decade la certezza di venire tutelato dal gruppo, da cui deriva il potere della Convivenza.

foto: https://media.internazionale.it/images/2018/08/16/145015-md.jpg

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