Un possibile target terapeutico per la SLA

Uno studio traslazionale identifica il muscolo come possibile target terapeutico per la SLA

sla-immLa sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, provocando una paralisi progressiva e irreversibile della muscolatura, con una perdita della normale capacità di deglutizione, dell’articolazione della parola e del controllo dei muscoli scheletrici, fino ad arrivare alla compromissione dei muscoli respiratori e al blocco respiratorio.

Pierangelo Cifelli, ricercatore della Fondazione Ri.MED, dopo il training all’Università di Pittsburgh, è attualmente impegnato presso il laboratorio di Eleonora Palma al Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell’Università “La Sapienza”, grazie ad un accordo scientifico fra i due enti. Il Dr. Cifelli è fra gli autori dello studio “Acetylcholine receptors from human muscle as pharmacological targets for ALS therapy”, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS*.

Per lo studio sono stati arruolati presso il “Centro Malattie Neuromuscolari Rare del Policlinico Umberto I” 76 pazienti affetti da SLA e 17 pazienti con quadro di denervazione causato da altre patologie. E’ stata utilizzata una tecnica particolarmente innovativa basata sul microtrapianto di membrane muscolari ottenute da biopsie effettuate da muscoli di pazienti SLA in cellule uovo di una rana Xenopus. Grazie alla capacità di queste cellule di fondere le membrane umane esponendo tutte le proteine native sulla loro membrana, è stato possibile comparare l’espressione del recettore nicotinico muscolare (AChR) derivante dai muscoli SLA con quella derivante da muscoli di pazienti denervati in seguito a trauma o altre patologie neurologiche. Mediante l’utilizzo di specifiche tecniche elettrofisiologiche, è stato inoltre possibile studiare le correnti dovute all’attivazione degli AChRs e gli effetti di un endocannabinoide, il palmitoiletanolamide (PEA), il cui effetto sulla forza muscolare di un singolo paziente affetto da SLA era stato precedentemente dimostrato.

L’ipotesi dello studio è che il PEA possa potenziare l’attività dei muscoli, che restano continuamente stimolati, come sono tipicamente quelli respiratori. I risultati raggiunti hanno dimostrato come il PEA sia in grado di ridurre significativamente nei pazienti il declino della loro capacità vitale forzata (FVC), con significativo miglioramento della performance respiratoria.

I risultati dello studio rafforzano l’ipotesi che il muscolo partecipi all’evoluzione della patologia SLA, indicandolo come possibile nuovo target terapeutico e suggerendo la necessità di ricercare biomarkers patologici nella fase pre-sintomatica di malattia non solo nei motoneuroni, ma anche nel muscolo.

Il Dr. Cifelli si dichiara davvero soddisfatto dei risultati ottenuti“ L’approccio proposto è potenzialmente rivoluzionario, perché apre la strada alla ricerca di cure a livello muscolare e non necessariamente neuronale; posso dire che la soddisfazione per i risultati ottenuti mi ripaga non solo a livello professionale, per i 3 anni di lavoro, ma anche moltissimo a livello umano: questo studio mi ha permesso di verificare con mano cosa significhi riuscire a traslare la ricerca di base a quella clinica. Ovviamente ringrazio la Fondazione Ri.MED per il supporto e i Professori Palma e Inghilleri per avermi dato la possibilità di partecipare ad uno studio così importante”.
*Acetylcholine receptors from human muscle as pharmacological targets for ALS therapy

Eleonora Palmaa,b,, Jorge Mauricio Reyes-Ruizc, Diego Lopergolod ,Cristina Rosetib, Cristina Bertollinia, Gabriele Ruffoloa, Pierangelo Cifellia,e, Emanuela Onestid, Cristina Limatolaa,f, Ricardo Miledic,g, & Maurizio Inghillerid

aDepartment of Physiology and Pharmacology, Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti, University of Rome Sapienza, Rome, Italy; bIRCCS San Raffaele Pisana, Rome, Italy; cDepartment of Neurobiology and Behavior, University of California Irvine, CA, USA; dDepartment of Neurology and Psychiatry, University of Rome Sapienza, Rome, Italy; eRi.MED Foundation Palermo, Italy; fIRCCS Neuromed, Pozzilli, Italy;gInstituto de Neurobiología, Querétaro, México.

Donata Sandri, Fondazione Rimed (www.fondazionerimed.com)

Foto: sla-imm.jpg

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