Alla ricerca delle nostre emozioni: ansia e paura

Affraid man covering his mouth by the hand

Affraid man covering his mouth by the hand

A partire dagli ultimi anni del Novecento, sono stati compiuti grandi, splendidi progressi nella comprensione del cervello e della mente. Tuttavia, siamo ancora all’inizio soprattutto nella comprensioni delle emozioni, su come cioè gli affetti e i sentimenti possano originarsi dalle straordinarie e meravigliose attività del cervello.

Uno dei motivi principali di questo ritardo è dovuto al fatto che i sentimenti sono esperiti in modo soggettivo e quindi, per alcuni neuro scienziati, non possono essere “misurati” in terza persona, non possono essere sottoposti a indagine scientifica, a osservazione esterna.

Altri neuro scienziati, come dimostra  Joseph LeDoux nel suo nuovo, rilevante libro “Ansia. Come il cervello ci aiuta a capirla” (Raffaello Cortina Editore) sostengono  invece che le nuove neuroscienze sono in grado di chiarire definitivamente i modi in cui il cervello dei mammiferi genera gli stati emotivi, o “passioni dello spirito” secondo una bella definizione di alcuni autori del Rinascimento. Per i neuro scienziati, la grande sfida è quella di comprendere , come sottolinea Jaak Panksepp in “Archeologia della mente. Origini neuro evolutive delle emozioni umane” (Raffaello Cortina Editore) l’elaborazione che sensazioni, emozioni e affettività subiscono nel loro percorso attraverso le strutture più antiche del cervello fino a pervenire alle loro forme più sofisticate nel neocervello. Questi “antichi territori” neurali sono le “fondamenta”  su cui è stata edificata la nostra mente ancestrale, ossia la nostra mente emotivo-istintuale, che “condividiamo con altri animali” (Panksepp).

Invero, il tema delle emozioni risulta di notevole interesse e attrazione per tutti, soprattutto per  psichiatri, psicologi, insegnanti, e  altri professionisti che lavorano nel campo della salute mentale. Le emozioni sono potenti stati della mente che “governano” ciò che facciamo, ci aiutano a capire gli altri e chi siamo.

Le neuroscienze, grazie alle spettacolari metodiche di “brain imaging”, hanno dimostrato che le antiche regioni cerebrali dei mammiferi contengono almeno sette sistemi affettivi di base: ricerca, paura, collera, desiderio sessuale, cura (attaccamento), panico (sofferenza, tristezza), gioco.  Questi sistemi indicano specifici circuiti cerebrali formati da regioni antiche del cervello.

   Una nuova concezione delle emozioni, soprattutto delle emozioni di ansia e di paura viene sviluppata da LeDoux nel suo straordinario  libro “Ansia”. L’autore è uno dei maggiori neuro scienziati dei sistemi neurali in questo campo. Uno studioso- ha scritto il suo insigne maestro, Michael Gazzaniga- “straordinariamente talentuoso” (cfr., “Human. Quel che ci rende unici”, Raffaello Cortina Editore).

“Ansia” di LeDoux è un’opera raffinata è scienza “al suo meglio”, ha scritto il neuro scienziato e premio Nobel per la medicina Eric Kandel.

Il concetto di ansietà comprende una serie di emozioni: paura, panico, terrore, angoscia, preoccupazione. La parola “ansia” deriva dal latino “anxia”, che a sua volta deriva dal greco “angh”. Ansioso significa oppresso, turbato, angosciato. Il poeta W.H. Auden ha pubblicato un libro intitolato “L’età dell’ansia”, espressione che viene utilizzata per descrivere tutto ciò che esiste di “negativo e pericoloso” nel mondo.

Nel cristianesimo, l’ansia è legata al peccato e alla redenzione. Per Kierkegaard, l’angoscia è la base dell’esistenza umana, mentre nella teoria di Freud essa è il punto centrale dei disturbi mentali. L’ansia è una condizione naturale e utile. Senza ansia infatti le prestazioni di artisti, studenti e atleti ne “soffrirebbero”, poiché diminuirebbe la creatività.

L’ansia normale o fisiologica è la risposta adeguata a situazioni negative e consente la realizzazione di comportamenti adattativi. L’ansia patologica indica invece una “sproporzione” tra stimolo ansiogeno e reazione, nella quale sono possibili disturbi somatici, come tachicardia, sudorazione, pollachiuria, dispnea, tremori, diarrea,etc. Secondo Freud, l’ansia nasce dall’esigenza di tenere fuori della coscienza “impulsi” legati a pensieri e ricordi negativi, per lo più dell’infanzia. La nevrosi è dunque il tentativo di “rimuovere” l’impulso per alleviare l’ansia. La terapia  consiste nel portare alla coscienza la causa dell’angoscia nevrotica, così da eliminare la sofferenza.

Mentre l’ansia è una mera possibilità immaginata, una fenomenologia soggettiva, nascosta, qualcosa di interno, la paura al contrario si riferisce a una specifica minaccia, a un oggetto determinato. Entrambe sono esperienze “sgradevoli” (Freud) e non sono “completamente indipendenti”, ma strettamente “intrecciate”.

La paura indica una emozione primaria, una reazione a un pericolo “esterno” che si manifesta con uno stato di allerta. E’ comune sia alla specie umana che al regno animale ed è necessaria per “sopravvivere”. Se diventa intensa, la paura perde la sua funzione positiva di segnale di allarme e diventa una sindrome patologica e si traduce in ansia, fobia o panico. Contro questa emozione ancestrale, gli animali utilizzano diverse strategie: attacco o fuga, immobilità, aggressione, sottomissione. Le  reazioni di paura riguardano: accelerazione cardiaca, aumento della pressione sanguigna, defecazione, orinazione e altre reazioni di stress.

Le ricerche poi mostra che gli animali hanno una capacità innata, più che appresa, di avere paura. Essi infatti hanno paura  anche quando non hanno mai fatto esperienza di dolore o pericolo (Panksepp).  La paura e il dolore sono una “realtà universale”.

Gli stati d’ansia, i problemi mentali e comportamentali sono trattati con la psicoterapia o con i farmaci, e talvolta con una combinazione dei due metodi. Come il cervello può imparare ad essere ansioso, può anche imparare a non esserlo. Il cambiamento non è tuttavia sempre agevole. Ma il cervello è una meravigliosa e straordinaria struttura che ha una natura plastica, è adattabile e si modella e rimodella continuamente.

Foto: http://www.carlodangio.com/wp-content/uploads/2015/08/paura.jpg

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere le nostre novità direttamente nella tua casella di posta elettronica.

Ah... gratis!

Fantastico! Ti sei appena iscritto

Pin It on Pinterest