La Stupefacente Immagine del Mondo nel Cervello

Stati d’animo, introspezione, esperienze interne, coscienza, aspetti mentali del cervello, meccanismi del pensiero, del linguaggio, della percezioni. E poi l’ arte, il bello, il piacere, la musica… Tutti argomenti affascinanti che da alcuni anni attraggono l’ interesse di scienziati e filosofi, scrittori e poeti. La molteplicità di questi fenomeni rappresenta la base fondamentale dell’ immagine che noi abbiamo del mondo.

In questa direzione, le straordinarie scoperte delle neuroscienze costituiscono un notevole contributo alla comprensione di come noi agiamo, pensiamo, esprimiamo stati d’ animo, creiamo arte,  poesia o musica.

La scienza del cervello- la neurobiologia- si declina come scienza della vita, ma anche come scienza  dell’ anima, dello spirito. E questo in quanto scienza di quei comportamenti e conglomerati di materia nei quali si esprimono- scrive Valentino Braitenberg nel suo brillante libro “L’ immagine del mondo nella testa” (Adelphi edizioni, Milano, pagine 171, € 18)- “ idee e vengono registrate e trasmesse informazioni”. La psicologia e la scienza del comportamento animale (etologia) appartengono a questo campo di studio. Anche le neuroscienze sono “assai vicine” alle riflessioni filosofiche e teologiche sull’ anima e la coscienza.

Quando osserviamo un oggetto, ad esempio una rosa, in generale cerchiamo di vederlo dalla stessa angolazione. Ciò che invece può riuscire “impossibile” è l’ analisi oggettiva (scientifica) delle “sensazioni soggettive” come ad esempio parole “verde”, “speranza”, “coscienza”, ecc. Tutti noi ne facciamo un “uso simile”, ma che cosa davvero “provi” un altro soggetto quando le pronuncia, resta “a ognuno precluso”.

Per quanto infatti possa impegnarmi, vivrò il mondo interiore di  un altro, le sue sensazioni soggettive, in maniera “molto diversa” dalla sua. Quando poi dico che osservo “dentro di me” processi che agli altri rimangono preclusi, in realtà- precisa Brainberg- non si tratta dell’ esperienza stessa dell’ osservare, ma del suo ricordo. In sostanza, io rielaboro la mia  esperienza soggettiva. In questo senso, la coscienza, per alcuni autori, non è altro che una questione di “memoria”. Anche quando parliamo di pensiero creativo- poesia, musica, pittura-, scopriamo che è “pressoché impossibile” osservarsi mentre si pensa in maniera creativa.

 

In realtà, è il cervello che “rispecchia in sé” il mondo intero e lo fa in modo diverso per i diversi individui, per ciascuno dei quali è la “rappresentazione” del modo in cui egli ha modo di realizzare le proprie capacità e potenzialità. Nel cervello si trova “incarnato” il sapere sulle strategie necessarie per affrontare la realtà e superare i problemi e le difficoltà poste dall’ ambiente.

Il cervello contiene decine di migliaia di milioni di neuroni, circa “dieci volte” il numero degli esseri umani   attualmente sulla Terra. E’ davvero sorprendente poi quanto “simile” sia l’aspetto delle cellule nervose nei cervelli dei differenti animali- dall’ uomo al delfino alla mosca- e quanto “diverse” siano da tutte le altre cellule del corpo. La geometria della disposizione dei neuroni è diversa nelle diverse parti del cervello e nei cervelli dei diversi animali. Le connessioni tra neuroni inoltre sono determinate per la maggior parte dal caso.

La raffigurazione del mondo parte dagli organi di senso, i quali ricevono segnali dall’ ambiente li trasformano in segnali neuronali e li tramettono al cervello. Nelle diverse  specie animali, occhi, orecchi, nasi, recettori sono costruiti diversamente. I cani riconoscono le persone dall’ odore, i colombi hanno una completa visione panoramica. Alcuni animali odono gli ultrasuoni o vedono gli ultravioletti, ai quali gli esseri umani sono sordi e ciechi.

C’ è qualche autore che preferirebbe che nel cervello ad ogni singolo neurone corrispondesse una unica cosa o concetto. Viene anche sostenuta l’ opinione opposta, cioè che le attività del cervello non siano “localizzabili”, ma riguardano il cervello intero.

Oggi, la maggior parte dei neuro scienziati non crede né una cosa né l’ altra e sostiene che a raffigurare un oggetto o una idea siano “gruppi di neuroni”, dove i singoli neuroni di un gruppo segnalano caratteristiche diverse dell’ oggetto- il colore, il rumore, la sensazione al tatto, ecc. Si ritiene che i neuroni appartenenti a un gruppo siano legati tramite sinapsi, così che basta l’ attività di una parte dei neuroni ad “attivare” l’ intero gruppo dei neuroni. Ciò- precisa Braitenberg- corrisponde all’ esperienza quotidiana, dove la vista della coda del gatto richiama l’ immagine del gatto intero, o il ronzio delle api evoca il concetto di ape.

Come nascono queste configurazioni ? Nascono attraverso un processo di apprendimento reso possibile dalla plasticità del cervello, capacità che dura per tutta la vita. Questo significa che lo stato del cervello si modifica in ogni istante, si modella e rimodella continuamente, anche in mancanza di nuovi stimoli sensoriali, poiché i neuroni attivi al momento ne richiamano altri. Questi a loro volta ne richiamano altri ancora, in un processo all’ infinito.

Quello che accade nel mio cervello, qui e ora, è una “rappresentazione” del mondo con l’ aggiunta di parte del passato e anche parte di futuro previsto. Si determina in tal modo un “adeguamento” dell’ immagine del mondo ai fatti ( “adaequatio intellectus ad rem”) e un “adeguamento” dei fatti al pensiero ( “adaequatio rei ad intellectum”).

 

Quanto di queste rappresentazioni mentali del mondo  è innato e quanto appreso ? La maggior parte del nostro pensiero trova alimento nell’ esperienza individuale. Questo vale anche per gli animali. Il cane, ad esempio, impara a distinguere entro il suo ambiente luoghi, case, persone, cibi. Per lui tuttavia il concetto di “cane” è “certamente innato” perché incontrando i suoi simili manifesta un rituale particolare che non necessita di insegnamento.

In tutti noi- esseri umani, cani, ecc.-  il concetto di “dolore”, di “fame” e forse anche di “rabbia” o “stanchezza” è innato. Anche la creatività intellettuale è da ricondurre alla presenza di un istinto originario, che ci rende uomini, esseri capaci cioè di comprensione, pensiero, inventiva.

foto: http://blog.bufferapp.com/ wp-content/uploads/2013/09/brain-power.jpg
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