Il simbolismo orizzontale in grafologia

La Triplice Larghezza

(I^parte)

In questo articolo si considera la correlazione tra il simbolismo orizzontale, illustrato a livello della sindrome grafologica della Triplice larghezza, e gli aspetti neurofisiologici che ne sono coinvolti. Su questa correlazione si fonda la possibilità di individuare le risorse cognitive, affettive e relazionali dello scrivente.

Quando scriviamo, il movimento sul foglio da destra a sinistra esprime la modalità con cui ci percepiamo, come sentiamo gli altri e come ci relazioniamo loro. 

L’ampiezza del campo di coscienza, la disponibilità intellettiva ed affettiva nei confronti degli altri e delle loro idee, un atteggiamento estroversivo ed esplorativo si manifestano attraverso un movimento grafico sciolto, ampio e slanciato. La sollecitazione di un marcatore somatico positivo produce slancio, proiezione verso il futuro. 

La preoccupazione di difendere se stessi e le proprie idee, il timore di concedere troppo spazio agli altri e di esserne condizionati, un atteggiamento introversivo, che limita gli spazi di perlustrazione e reprime le tendenze, sono espressi da un movimento grafico ristretto, che ravvicina le lettere e le parole.

La sollecitazione di un marcatore somatico negativo suggerisce di non proseguire perché si profila una situazione di pericolo e di allarme. 

In una scrittura è simbolicamente significativo anche il non scritto, in quanto, quando scriviamo, inconsciamente decidiamo come gestire lo spazio bianco.

Girolamo Moretti (1879-1963), fondatore e caposcuola della grafologia italiana, ha implicitamente attribuito una valenza simbolica alla lettera, al collegamento interletterale, alla parola, allo spazio tra lettere e tra parole trattando del Largo di lettere, del Largo tra lettere e del Largo tra parole. Questi elementi grafici, considerati in reciproca proporzione, sono costitutivi della sindrome della Triplice larghezza. 

All’opposto se tali segni si addensano nello spazio lineare orizzontale , originando Stretto di lettere, Stretto tra lettere e Stretto tra parole , danno luogo alla Triplice strettezza. 

Il significato, positivo e/o negativo, dei singoli segni non deve mai essere considerato in assoluto, ma sempre e solamente in rapporto al contesto grafico.

Scrivendo le singole lettere, l’Io descrive un proprio “autoritratto dinamico”. L’ampiezza dell’occhiello è proporzionale allo spazio-tempo dedicato al pensiero. Lo spazio interletterale ed il collegamento di una lettera con la successiva all’interno di una parola rappresentano la modalità con cui l’Io si relaziona con il Tu e con la realtà esterna. La parola, costituita da un certo numero di lettere in cui si raffigura l’Io, rappresenta la concatenazione delle esperienze. 

Lo spazio tra parole rappresenta simbolicamente il tempo di riflessione che l’Io si riserva prima di intraprendere nuove esperienze. Per primo G. Moretti ha intuito che i significati simbolici sottendono ragioni neurobiologiche del pensiero e delle emozioni ed implicano l’interazione sistemica delle strutture sottocorticali, corticali e neocorticali implicate.

La Triplice larghezza ed il cervello triuno

La Triplice Larghezza oggettiva la funzione sistemica (o meno) delle tre aree del cosiddetto “cervello triuno”, in reciproco rapporto di interazione dinamica: 

  • Il Largo-Stretto di lettere registrano le funzioni del tronco del cervello; 
  • il Largo-Stretto tra lettere quelle del cervello limbico; 
  • Il Largo-Stretto tra parole quelle della neocorteccia e del cervello razionale.

A seconda degli individui una istanza domina sull’altra oppure possono reciprocamente integrarsi. Emergono tre tipi di motivazioni, di intenzioni e di desideri che possono combinarsi/integrarsi armoniosamente/scontrarsi sullo sfondo di una complessa e dinamica connessione tra razionalità, affettività e pulsioni. 

La complessa unità-molteplice del cervello umano, del resto, ci spiega come la gerarchia tra le istanze della ragione, dell’affettività e delle pulsioni appaia instabile, rotatoria, complementare, concorrente e antagonista insieme.

L’individuo non nasce predeterminato, ma è aperto all’esperienza e all’apprendimento. Dal punto di vista neurofisiologico la possibilità di valutare preventivamente le conseguenze delle nostre azioni (Largo tra parole) e di sospenderne temporaneamente l’esecuzione motoria grazie all’intervento del pensiero è permessa dai lobi frontali , che possiamo considerare “la sede in cui si radica l’essenza della nostra natura umana” (A.Pizzi) ovvero del libero arbitrio.

Le decisioni giuste presuppongono sempre una armoniosa interazione tra intuito, sentimento e ragione. La modulazione equilibrata, nella sua ritmica variazione, della Triplice larghezza, ne è la traduzione grafica. 

Significanti e significati della triplice larghezza

In questo articolo considereremo solo il Largo di lettere, Il Largo tra lettere ed il Largo tra parole.

Parleremo delle strettezze nel prossimo articolo.

Largo di lettere: si considerano gli occhielli delle “o”, delle “a”, delle “g”, delle “d”, delle “q”. La larghezza della lettera, seguendo la misurazione morettiana, è data dal rapporto tra la sua larghezza e la sua altezza. Il valore medio corrisponde a 5/10, al di sotto del quale subentra lo Stretto di lettere. 

Neurofisiologicamente il segno Largo di lettere è il prodotto della dinamica continua tra tensione ed estensione muscolare, corrispondente a quella dell’affermazione e dell’espansione dell’Io. Misura il grado di potenziale apertura mentale dell’Io verso il Tu e la disposizione a capire e ad accogliere le idee altrui. 

claudia

La dinamicità del contesto grafico ne attiva le potenzialità. 

Largo tra lettere: si riferisce ad una grafia in cui lo spazio interletterale può contenere un occhiello di media grandezza. 

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ll segno individua simbolicamente lo spazio che si è disposti a concedere al Tu; esprime come l’Io, nella sua reazione emotiva, si rapporta al Tu, in modo liberale, equilibrato o meno. 

Per Moretti rientra nel simbolismo di relazione in cui si esprime l’apertura del sentimento, del pensiero e dell’intelligenza dell’Io verso il Tu. Se tende a rimanere sul valore medio, al sentimento si accompagna la razionalità nel giudicare e obiettività. Se i valori tendono a superare la media, si ha generosità, la quale nei gradi elevati diventa prodigalità e dispersione dell’Io 

Il movimento extratensivo di espansione orizzontale tra lettera e lettera è di natura talamica. 

E’ importante che la grafia presenti il collegamento tra una lettera e l’altra: la sua assenza esprime la mancanza di un rapporto tra l’Io e il Tu. 

staccata

Il collegamento interletterale rappresenta, infatti, l’andare dell’Io verso il Tu, come l’Io si rapporta al Tu e al mondo esterno, se in modo disteso, sciolto, aggressivo, preoccupato.

La paura dell’ambiente può deriva da una educazione eccessivamente inibente o da esperienze di situazioni percepite come minacciose. Il timore di un attacco continuo coinvolge tutta la personalità per cui il soggetto si chiude al mondo esterno.

Lo spazio tra lettere in genere aumenta con il tempo per raggiunta maturità e buone capacità di socializzazione. In età adolescenziale, in coerenza con l’aumento dell’attività introspettiva, si ha un restringimento dello spazio tra lettere.

Largo tra parole: riguarda lo spazio che intercorre tra una parola e la successiva ed indica il tempo riservato al ragionamento prima di intraprendere un’azione e reagire ad uno stimolo, l’attitudine e la capacità di critica e di riflessione anche in prospettiva. Il soggetto cerca di capire l’essenza delle cose in una visione globale, ne discute i motivi e le ragioni, è disponibile ad accogliere anche le ragioni altrui. 

amato

 Il grado medio, 5/10 , corrisponde ad una distanza equivalente all’ampiezza di tre-quattro occhielli di media grandezza considerati tra tutti quelli presenti nella scrittura. Sotto il grado medio si passa al segno Stretto tra parole. 

Largo tra parole oltre la media indica una mente ipercritica portata a cogliere nelle situazioni e nelle persone soprattutto gli aspetti negativi. Il soggetto di conseguenza è facilmente insoddisfatto di sé e degli altri e difficoltoso a convincersi. Un eccessivo spazio tra le parole può rivelare timori, insicurezze, frustrazioni. La valutazione deve essere fatta in rapporto al contesto del grafismo e all’età dello scrivente. 

 Dal punto di vista neuropsicologico si concretizza nel segno la complessa interazione tra le attività elaborativo semantiche dei nuclei del talamo e dei lobi frontali, “ai quali vengono attribuiti i compiti di programmare –in ordine a un immediato o lontano futuro- una serie di atti orientati alla realizzazione di compiti di ordine sia teorico che pratico” (Palaferri) 

Ciò significa che ai lobi frontali spettano le importanti e superiori funzioni, tipicamente umane dell’orientamento cosciente che esige ponderazione e programmazione ovvero del potere decisionale. L’emozionalità secondaria, l’elaborazione cognitiva delle emozioni hanno il sopravvento sulle funzioni impulsive. Il marcatore somatico ha qui la funzione di accentuare l’attenzione sugli elementi di un problema e sulla razionalizzazione favorendo il prevalere della modalità intenzionale su quella sensoriale ed affettiva. 

Bibliografia

  • Brunetti Guido, Il cervello uno e trino, in Neuroscienze.net
  • Cristofanelli P., Grafologia. Dalla scrittura alla personalità, Calderini, Bologna, 1989
  • Lurija A.R., Come lavora il cervello- Introduzione alla neuropsicologia, Il Mulino, Bologna, 1977
  •  Neuropsicologia del linguaggio grafico, Messaggero, Padova, 1984
  • Moretti G., Trattato di Grafologia, Messaggero, Padova, 1985
  • Galazzetti Muscinelli M.L., Significati e significanti nel linguaggio della grafologia, CLUEB, Bologna, 2012
  • Millevolte A., Scrittura.L’analisi grafologica per la valutazione delle attitudini professionali. EBC, Trieste, 
  • Palaferri N., L’indagine grafologica ed il metodo morettiano, Messaggero, Padova, 1999
  • Pizzi A., Psicologia della scrittura, Armando Editore, Roma, 2007
  • Travaglini R., Il gesto scrittorio, Problematiche e prospettive grafologiche, Giordano Editore, Brindisi, 2006
  • Vigliotti A., I tre cervelli in grafologia, in Neuroscienze.net

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