fbpx

Molte condizioni patologiche sono dovute a stress, ma un’adeguata vita affettiva può essere la soluzione vincente

ABSTRACT

Parlare di salute significa parlare di reward system: lo stress è sicuramente una causa per molte condizioni di patologia oggi diffuse. Vediamo come numerosi studi lo attestino, e che caratteristiche ha lo stress.
Analizziamo poi il concetto di amore, le sue fasi nella vita umana e le sue caratteristiche fenomenologiche. La vita di coppia, l’attaccamento ne sono parti fondanti.
Concludiamo vedendo come le tecniche salutari di reward possono contrastare lo stress e permetterci stili di vita di salute e benessere.

CONDIZIONI DI SALUTE: lo stress

Il sistema della ricompensa, reward system, è la sede dei percorsi neurali che regolano i bisogni vitali, e i diritti umani alla salute. Per salute intendiamo non una condizione di assenza di malattia, ma una condizione di ottimale benessere psico-fisico, come anche la WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità, definisce.
Raggiungere e vivere corretti stati di salute, significa capire cosa determina salute e benessere e cosa invece porta a malattia, a sintomi e a disfunzioni a varia sede. Significa quindi occuparsi di stress.

LO STRESS: è una risposta fisiologica

Lo stress è una risposta fisiologica che la nostra unità mente-corpo può attivare così da superare un problema. Può infatti portare a parametri massimali pur in un ambito fisiologico, così da combattere al meglio per fronteggiare un pericolo in occasioni particolari.
Sicuramente ha basi biologiche: le sue regolazioni centrali hanno sede ipotalamica.
L’ormone rilasciato per tali risposte è il CRH, che innesca la produzione e secrezione di un altro ormone, l’ACTH, dalla ghiandola ipofisaria fino a tutto il corpo.
Da ciò abbiamo poi la produzione di cortisolo, prodotto dalla corticale surrenale.
Gli effetti dello stress sono molti: subito si verifica l’innalzamento della pressione arteriosa, e della glicemia. Inoltre uno stress cronico è una condizione che porta a tossicità: dovuto all’iperglicemia, e determinato dallo squilibrio catabolico che può derivarne, e dalla ossidazione cellulare (responsabile anche dell’insorgenza di molti tumori).
Un’altra conseguenza è che l’equilibrio ormonale si altera per produzione degli ormoni di stress invece di quelli fisiologici: da ciò derivano i sintomi del tono dell’umore e affettivi.
È comunemente noto che il sistema immunitario è danneggiato da molecole di stress: può diventare iperattivo e poi sregolato.
In conseguenza si sono diffuse molte patologie, soprattutto autoimmuni (diabete di tipo 1, artrite reumatoide, celiachia, etc).
Inoltre sono reperibili alterazioni generalizzate e così la PNEI, psico-neuro-endocrino-immunologia sta diventando una delle scienze che ci può spiegare la nostra fisiologia.
Ci sono poi studi che spiegano come la cefalea è correlata ad un aumentata richiesta funzionale che rivolgiamo al nostro cervello (con un flusso encefalico aumentato fino al 300%), che non può invece fronteggiare tali condizioni da un punto di vista metabolico, e lo squilibrio che ne deriva molecolarmente parlando è forte.
Anche studi realizzati dai Mayo Clinic si sono focalizzati sulle correlazioni tra stress e molte patologie comuni e diffuse come: mal di testa, sintomi gastrici, disfunzioni toraco-cardiache (e disautonomie), la tendenza a prendersi raffreddori ed influenze, anomalie psicologiche, essere spesso arrabbiati ed insoddisfatti, avere vita affettiva inadeguata.
Agire sugli oppioidi endogeni può aiutare, come i trattamenti agopunturali preventivi sulle cefalee possono dimostrare.

VITA AFFETTIVA e BENESSERE: un passo decisivo

La vita affettiva è sicuramente un modo per orientare il nostro stile di vita in direzione opposta a quella dello stress.
Parliamo di vita di coppia, ma anche di vita in famiglia, di attaccamento genitori-figli e di socialità.
Sicuramente il sentimento di amore è alla base della vita affettiva…da Wikipedia: “Con la parola amore si può intendere un’ampia varietà di sentimenti ed atteggiamenti differenti, che possono spaziare da una forma più generale di affetto (…) sino a riferirsi ad un forte sentimento che si esprime in attrazione interpersonale ed attaccamento, una dedizione appassionata tra persone”.
I primi sentimenti d’amore, a parte emozioni infantili che possiamo definire di “simpatia”, cominciano con la pubertà per un evolversi, anche su base ormonale, delle esigenze e capacità affettive della persona; spesso sono amori platonici ed idealizzati. In queste fasi e successivamente possono emergere conflitti con la famiglia d’origine, per quanto anche in natura l’autonomizzazione della prole sia parte della formazione educativa. L’esordio della vita affettiva dei figli può istaurare nella coppia genitoriale tendenze sia contrappositive sia favorenti tale fase della prole. Generalmente nel giro di pochi anni i figli acquisiscono crescenti autonomie, così da permettere anche un corretto riequilibrio intrapsichico verso la vita adulta.
Non sempre le relazioni affettive si rivelano realizzabili e questo può spiegare come fasi di “singletudine” possono portare ad un vero e proprio disagio e sofferenza fisica, visto che la carenza può essere interpretata come una sorta di astinenza, e anche recenti studi (della dr.ssa Susan Quilliam) hanno dimostrato come il dolore psichico abbia risvolti fisici più di quanto crediamo (attiva la corteccia cingolata anteriore dorsale, ricca di recettori per le endorfine, e si ha un parallelo aumento degli ormoni dello stress e disautonomie – studi di Naomi Eisenberger, dell’UCLA Los Angeles, che ha scoperto le basi fisiche del dolore psichico).
L’amore secondo l’antropologa americana Helen Fisher, PhD, è caratterizzato da vari aspetti:
-intrusive thinking
-emotional fire
-intense energy
-changing priorities
-emotional dependence
-sexual exclusivity
Nel suo libro “Why we love?” la studiosa passa poi a fare un’analisi dell’amore nel mondo animale. Ad esempio anche gli animali come noi perdono l’appetito, e manifestano possessività e tutela del partner.
Il cervello dell’amore ha livelli aumentati di dopamina, volta allo scopo di comportamenti diretti ad un obiettivo. Anche la noradrenalina è alta, così come la serotonina. A tutto ciò si associano insonnia e perdita di appetito; subentrano comportamenti finalizzati. Il tutto coinvolge prevalentemente il REWARD SYSTEM.
Nell’amore che perdura prevalgono aumento di attività a livello della corteccia cingolata anteriore e insulare, queste sono correlate a stati emozionali e reazioni autonomiche fisiche.
Poi la studiosa realizza una dissertazione sull’ipotesi che l’amore passionale e istintivo sia il primo a scoccare, e che questo faccia poi insorgere il sentimento più romantico del desiderio.
La terza componente che subentra è l’attaccamento, correlabile all’ossitocina. Nell’uomo per motivi anatomici sembra però prevalere la vasopressina. Entrambi sono ormoni ipotalamici.
L’autrice poi analizza i tipi di amore tra cui include forme apparentemente opposte come l’agape, l’amore benevolente a tratti religioso, fino alla mania, ascrivibile a forme di amore particolarmente intenso.
Ma l’amore è anche correlato a sensazioni di calma, non solo ad ansia e disautonomie.
Viene poi detto che nell’uomo più che nalla donna alla MRI si attiva di più la corteccia visiva e si ha attivazione dei sistemi genitali, il che spiega il diverso approccio all’amore: tendenzialmente più sentimentale per la donna (che attiva aree tipiche della motivazione e dell’elaborazione delle emozioni) e più fisico per l’uomo, dovuto al diverso assetto ormonale.
L’attività sessuale è correlata ad aumento del testosterone che porta ad aumento della dopamina.
D’altronde secondo queste osservazioni e studi, l’amore perduto provoca vari sentimenti: di tipo paranoico e di frustrazione, ansia da separazione, e rabbia da abbandono (amore e odio hanno circuiti in comune, il grigio peri-acqueduttale mesencefalico, con produzione di arousal anche molto elevato). Come adattamento subentrano depressione e magari rassegnazione. In questa cerchia di fenomeni si possono spiegare lo stalking e i crimini passionali, il suicidio d’amore e la vendetta femminile.
Invece nelle relazioni lunghe subentra la dipendenza all’amore.
La dottoressa Helen Fisher descrive poi anche come gli antidepressivi modifichino il modo di amare, in seguito alla loro azione molecolare.
Ovviamente la corteccia, pre-frontale, è importante per valutare razionalmente la situazione, ma è sempre connessa con il reward system, c’è quindi sempre la componente istintiva.
I sentimenti di amore quando sinceri e sereni vanno sempre vissuti e nutriti in tutte le fasi della vita. Il prof. Alexander Leaf della Harvard University ha effettuato studi a proposito della particolare longevità del villaggio di Vilcabamba nel Sud dell’Equador (paese con temperatura costante tra 19 e 25 gradi) e si è visto come questa popolazione tenda ad avere amori longevi fino in tarda età. Similmente un’intimità regolare ridurrebbe l’insorgenza del morbo di Alzheimer (studi pubblicati in varie riviste divulgative nel 2015).
D’altronde sembra che per la durata e la riuscita della coppia sia essenziale una maggiore attivazione dei sistemi di reward (nelle coppie più stabili e appagate, alla MRI si evidenziano maggiore attivazione dei gangli della base e altre strutture dopaminergiche di ricompensa: conclusione dello studio realizzato da un gruppo di ricercatori cinesi della Southwest University e della University of Science and Technology of China, in collaborazione con la Mount Sinai School of Medicine di New York, guidati da Xiaochu Zhang, 2015), così come è noto che riduce lo stress (riduzione del cortisolo) dormire insieme al partner, e che le coppie che, dopo anni, hanno anche un’affettività come baci o abbracci, siano più longeve e in benessere.
Si può quindi affermare che l’amore sia un tema a cui dare maggiore importanza, e tipico non solo della letteratura romantica o di altri ambiti artistici: anche chi si occupa di benessere deve valutarlo come elemento chiave di cui prendersi cura da parte di ogni persona.
Progredendo poi la coppia a famiglia, si realizzano affiancati a quelli interni alla coppia, sentimenti di amore e affetto soprattutto verso la prole: ed è sempre il reward system ad essere convolto, fino dai primi momenti successivi al concepimento. Gli ormoni che interagiscono tra loro di madre ed embrione, o meglio ancor più nel feto, attivano il sistema della ricompensa, aumentando i livelli di dopamina, serotonina, ed ossitocina. Questo aumenta progressivamente nel corso della gravidanza e si manifesta soprattutto nel parto e nei primi momenti alla nascita del neonato. Il contatto visivo, gli abbracci tra genitori e prole, fanno sì che si creino legami emotivi, affettivi, basati su sentimenti di amore e cura protettiva, grazie a molecole tra cui quelle suddette. L’allattamento ne è una fase fondamentale, sempre grazie alla molecola ossitocina e al contatto che si crea tra madre e neonato. Anche il padre crea un forte legame di attaccamento con la prole, e vede modificare il suo sistema di ricompensa in funzione di molecole di protezione con diminuzione relativa di testosterone ed aumento di ossitocina.
L’affettività poi è anche estesa a vita sociale, intra od extra familiare, ed è sempre il sistema della ricompensa ad essere coinvolto: soprattutto quando i legami sono positivi e rivolti al rispetto e alla crescita reciproci.

PROSPETTIVE CONCLUSIVE: la vita affettiva al centro del benessere

Abbiamo quindi visto come lo stress, che generalmente è una condizione elaborata dal sistema della ricompensa nelle sue branche laterali, è causa di molte condizioni di patologia o pre-patologiche.
Abbiamo analizzato la vita affettiva nei suoi sentimenti d’amore, relativi alla vita di coppia, ma anche alla vita familiare per quello che riguarda l’attaccamento genitori-figli, e per quanto riguarda ogni forma di vita sociale.
Possiamo concludere dicendo che la vita affettiva è componente cardine delle strategie di reward e può essere considerata alla pari o superiore per la creazione di condizioni di benessere rispetto alle altre tecniche salutari che migliorano lo stile di vita: una dieta corretta, attività fisica quotidiana, attività mentali di rilassamento e concentrazione, e un corretto sonno.
Tutte insieme, e affiancate alle medicine alternative e complementari, forniscono gli strumenti per vivere in salute e per creare stati psico-fisici di effettivo benessere.