Alla ricerca degli ormoni del benessere

L’autore sostiene che per vivere bene, vivere meglio e vivere più a lungo sono necessarie tre condizioni: pensiero positivo, alimentazione adeguata e movimento.

Oggi, grazie alle rivoluzionarie tecniche di neuroimaging, gli straordinari progressi delle neuroscienze ci consentono di avere una visione “inimmaginabile” del cervello. Non c’è un campo del sapere nel quale siano stati compiuti sviluppi così affascinanti e immensi come in quello delle neuroscienze. Il nostro cervello tuttavia è di una complessità talmente inverosimile che i neuroscienziati non sono in grado di indagarlo completamente, poiché le sue infinite potenzialità sembrano andare oltre le  nostre capacità di conoscenza.

Il cervello umano contiene infatti cento miliardi di neuroni, i quali formano più di “cento bilioni di contatti sinaptici”. La lunghezza di tutte le fibre nervose del cervello poi è il doppio della distanza dalla luna. Le scoperte in materia sono destinate a determinare una rivoluzione scientifica non soltanto nei metodi di diagnosi e cura in medicina e psichiatria, ma anche nella concezione della nostra esistenza a partire dai sistemi filosofici.

Questi progressi ci forniscono preziose indicazioni per il miglioramento della salute in una società sempre più stressata e vecchia. L’obiettivo è quello di vivere bene e più a lungo. Possiamo vivere- afferma Shigeo Haruyama nel suo libro “La rivoluzione del cervello. Gli ormoni della salute e della felicità” (Macro Edizioni)- “fino a centoventicinque anni”.

Il fattore decisivo è l’organizzazione e il funzionamento del cervello. Noi nasciamo con un cervello reso “unico” dalla combinazione del patrimonio genetico, dall’insieme di tutti i fattori che hanno esercitato la loro influenza sullo sviluppo del cervello e dal caso. I fattori ambientali ed educativi sono fondamentali per lo sviluppo cerebrale. Un ambiente arricchito  e stimolante è necessario per lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale. Il principio è: “Use it or lose it” (Usalo, altrimenti lo perdi).

Tutto quello che facciamo e pensiamo infatti avviene in virtù delle meravigliose risorse del cervello. Noi- affermano i neuro scienziati- siamo il nostro cervello. Una realtà già intuita da Ippocrate, il padre della medicina.

Punto di partenza è il pensiero positivo. Quando si pensa in positivo- dichiara Haruyama- “si rilasciano gli ormoni della felicità”. Che fanno bene alla salute, in quanto attivano sistemi neurali, producono cambiamenti neurorofisiologici e riducono gli effetti negativi dello stress, assicurando un’esistenza sana e contribuendo ad “arrestare” il processo di invecchiamento.

Quali sono le altre condizioni per vivere meglio e più a lungo? Sono l’alimentazione, l’attivazione dei neuroni e la possibilità di evitare la “calcificazione” dei vasi sanguigni.

L’alimentazione è sia nutrimento che medicina. Occorre pertanto mangiare in modo giusto, cioè utilizzare le “proteine nobili” ( legumi), riducendo le calorie e i grassi.

Un altro basilare elemento è il movimento. Se un animale “smette di muoversi, muore”. Fare movimento significa combustione dei grassi e potenziamento muscolare. Haruyama consiglia di percorrere da 5 mila  a 13 passi al giorno. Un metodo che  produce sia benefici organici che benessere mentale poiché rilascia una adeguata quantità  di ormoni della “felicità”.

Un altro fattore è quello di attivare i neuroni del cervello. Attivare il cervello significa, come abbiamo detto, realizzare pensieri positivi. Immaginare fatti, cose positive è una condizione atta a produrre la secrezione di sostanze del benessere. E uno stato d’animo che crea una tranquillità dello spirito, una situazione gioiosa e serena.

Per realizzare quella che Haruyama chiama “la grande rivoluzione  del cervello”, occorre praticare il pensiero positivo  anche in situazioni negative. L’acquisizione di questa capacità  conduce ad un processo di “autorealizzazione”. Una persona che si sente realizzata avverte una immensa sensazione di felicità e di piacere. Significa vivere in una condizione di ricchezza spirituale e di creatività. In ciò consiste il senso della nostra esistenza.

Se noi riusciamo ad accogliere con un atteggiamento positivo rabbia, sofferenza, dolore, odio, infelicità, inquietudini, ecc., siamo in grado non solo di annullare le sostanze negative, come ad esempio il cortisolo, ma a produrre le cosiddette “morfine cerebrali”. Le quali possiedono qualità eccezionali, potendo rafforzare le difese immunitarie, esercitare effetti benefici nei disturbi cardio-vascolari, nell’aterosclerosi e verso molte altre patologie quali l’invecchiamento, le malattie senili e la formazione di cellule cancerose.

Pensieri buoni dunque generano ormoni buoni, pensieri negativi secernono ormoni cattivi. Attualmente si conoscono più di cento ormoni presenti nel corpo umano.

Riassumendo: per vivere bene, vivere meglio, vivere più a lungo sono necessari un’alimentazione adeguata e corretta, introducendo nel nostro organismo una quantità sufficiente di proteine ( carne, pesce, uova, latte, formaggi, legumi). Le proteine sono il “materiale da costruzione” per le sostanze della felicità; il movimento fisico, una muscolatura ben sviluppata e un pensiero positivo, cioè pensieri creativi e belli, pensare a cose gradevoli, immaginare bei paesaggi, situazioni gratificanti, cose che amiamo, espressioni creative e artistiche (musica, pittura,ecc.).

Le ricerche poi mostrano che i nostri pensieri e le nostre emozioni esercitano un forte influsso sul cervello, cosa che si ripercuote e si materializza sul piano del nostro organismo. Queste scoperte confermano l’antica massima seconda la quale la malattia ha origine dalla mente.

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