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Antonio Manzalini, PhD

Abstract

La sublime, ma al tempo stesso, imponderabile natura di mente, coscienza e psiche rendono assai difficile darne definizioni univoche, o delinearne distinzioni nette. Per non parlare del concetto di anima.

Il termine mente, ad esempio, viene spesso usato per indicare un insieme di dinamiche del pensiero, che si manifestano secondo diverse espressioni: ad es. sensazioni, emozioni, intuizioni, logica, memoria, volontà… La coscienza è invece definita come il senso di consapevolezza difronte stimoli esterni e interni. La psiche è spesso considerata complementare alla mente e racchiude le dinamiche della dimensione irrazionale, cioè gli istinti e le profondità dell’inconscio. Ancora più complesso è capire e descrivere come mente e psiche siano legate al corpo e quali siano le reciproche influenze. Tema affascinate oggetto di innumerevoli studi ed esperimenti. 

Jacobo Grinberg-Zylberbaum, neurofisiologo e psicologo messicano, ha dato un profondo contributo, oggi ancora poco conosciuto a queste ricerche.

Parole chiave: Mente, psiche, Fisica Quantistica, immagini, ipotesi Sapir-Whorf, tempo immaginario

La matrice pre-spaziale di Jacobo Grinberg

Jacobo Grinberg-Zylberbaum è un neurofisiologo e psicologo nato a Città del Messico nel 1946. 

Profondo cultore di sciamanesimo e discipline orientali, J. Grinberg conduce studi e sperimentazioni, secondo rigorosi metodi scientifici, su come pensiero umano di influenzare il mondo vivente intorno a sé. Pubblica i risultati delle sue ricerche in articoli scientifici, su riviste quotate come Physics Essays, ed in più di 50 libri. Nel dicembre 1994, scompare misteriosamente senza lasciare tracce. 

J. Grinberg formulò la Teoria Sintérgica secondo la quale il campo neuronale, che viene creato dei neuroni, è in grado di dare forma alla matrice pre-spaziale (un reticolo olografico non-locale) alla base della realtà. Ho usato il termine dare forma perché è sinonimo di creare informazione. L’immagine è quella di uno scultore che dà forma ad un blocco di marmo trasformandolo in una statua, ovvero gli conferisce informazione.

Sono proprio le evoluzioni topologiche della matrice pre-spaziale, plasmate dal campo neuronale che si propagano da mente a mente, determinando i fenomeni di telepatia, visione da remoto e così via. 

J. Grinberg concluse che tutte le menti individuali erano collegate l’una all’altra attravero le fluttuazioni geometriche di questa matrice pre-spaziale: una dimensione che connette tutto quanto esiste nello spaziotempo, non-localmente e istantaneamente. 

La matrice pre-spaziale ricorda il concetto di ordine implicito di D. Bohm, di cui abbiamo parlato nel precedente articolo.

Inoltre, J. Grinberg riteneva che tali configurazioni della matrice pre-spaziale venissero poi percepite interiormente dal soggetto come sequenze di immagine.  Questo è un elemento molto importante. 

Ricordiamo l’importanza delle immagini anche nella psicologia analitica di C.G. Jung. Viviamo in un mondo ricco di immagini e simbolismo. Sogniamo essenzialmente per immagini. L’esistenza, più che un susseguirsi di eventi, è una successione di immagini. Secondo C.G. Jung, il susseguirsi delle immagini costituisce il linguaggio dell’anima: un linguaggio che evocano simboli, archetipi, che a loro volta sono contenitori di informazioni: sensazioni, emozioni, sentimenti. 

Il linguaggio delle immagini, è anche il linguaggio per comunicare con la Natura: quando la mente è libera (o quasi) da ogni pensiero, come nella meditazione, il campo neuronale e la struttura pre-spaziale naturale si sovrappongono (o quasi) perfettamente.  

Gli esperimenti

Gli esperimenti di J. Grinberg erano caratterizzati da assoluto rigore scientifico. Vediamone un esempio tipico. 

Due persone venivano collocate in due stanze diverse e ben isolate, schermate anche dal punto di vista elettromagnetico (con delle gabbie di Faraday).  Entrambi i soggetti venivano costantemente sottoposti a elettro-encefalogramma (EEG) e/o elettro-cardiogramma (ECG). Quando si mostravano delle immagini solo ad una delle due persone, le misurazioni di EEC e ECG evidenziavano delle corrispondenti variazioni anche nel secondo soggetto, remoto, sebbene non le fosse stato mostrato nulla (ben isolato dal primo soggetto). 

Perché? 

Secondo J. Grinberg si attuava una comunicazione diretta tra i due soggetti attraverso un trasferimento di un potenziale nella matrice pre-spaziale. J. Grinberg scoprì inoltre che una condizione importante a determinare il buon esito dei suoi esperimenti di comunicazione diretta era la sincronia tra le coppie di partecipanti, ovvero l’aver trascorso assieme del tempo (almeno 20 minuti), ad esempio in meditazione. 

La visione immaginale della realtà

L’equazione “campo neuronale = pensiero = immagine interiore” richiama anche i lavori della psicologa Jeanne Achterberg.

J. Achterberg asseriva che nello sciamanesimo l’immagine è da considerarsi causa e cura di una malattia. La terapia sciamanica prevede infatti, secondo J. Achterberg, il dialogo con la mente attraverso il linguaggio delle immagini, che è anche il linguaggio per comunicare con la Natura. Ritroviamo i concetti della teoria di J. Grinberg.

Ma anche James Hillman porta avanti lo stesso tipo di messaggio: l’anima è la vera creatrice di tutte le immagini della nostra vita, le immagini che sono dei veri e propri portali verso la visione immaginale della realtà, sia visibile sia invisibile. 

L’errore fondamentale della cultura odierna, sostiene J. Hillman, è la perdita delle tradizioni sacre:

Con il progresso delle scienze il nostro mondo diventa sempre più disumano. L’essere umano è solo, non si sente più legato alla Natura, non prova più niente per eventi che una volta erano colmi di senso simbolico. Gli uomini non sanno più parlare con le pietre, né con gli animali o le piante. La possibilità di comunicare con la Natura è perduta.

In definitiva, linguaggio delle immagini è il mezzo per comunicare in modo diretto con la Natura, come diceva J. Grinberg, ricordando che la mente è parte della Natura, non semplice osservatrice (ruolo ritagliatogli in senso riduzionista dalle scienze moderne).

L’ipotesi Sapir-Whorf 

In sintesi, J. Grinberg ritiene che gli eventi che succedono quotidianamente creino delle sequenze ed associazioni di immagini, che costituiscono un vero e proprio linguaggio, espressione della capacità della mente di plasmare la matrice pre-spaziale.

La corrispondenza tra le strutture del linguaggio e quelle del pensiero è stata anche formulata nell’ipotesi Sapir-Whorf , magistralmente raccontato nel film Arrival

Ricordiamo che l’ipotesi di Sapir-Whorf, conosciuta anche come ipotesi della relatività linguistica, afferma che lo sviluppo cognitivo di ciascun essere umano è influenzato dalla lingua che parla. Nella sua interpretazione più estrema, questa ipotesi assume che il modo di esprimersi, il linguaggio, sia espressione e determini l’evoluzione del modo di pensare. 

Nel film Arrival, la protagonista, Luise, apprende il linguiaggio degli eptapodi. Questo costituisce un nuovo modo di poter interpretare la realtà, per riprogrammare le sue strutture razionali fino a renderla capace di controllare il tempo in maniera ciclica. Il tempo, per Luise, diventa una nuova dimensione fisica, circolare: il tempo diventa immaginario. 

Il concetto di tempo immaginario, circolare, può sembrare bizzarro, ma in realtà viene spesso utilizzato in Fisica (si parla di rotazione di Wick). Il tempo immaginario si sviluppa in una direzione verticale rispetto al tempo reale, quello che normalmente sperimentiamo: in uno stesso istante del tempo reale, è possibile muoversi avanti e indietro nel tempo immaginario, come fosse uno spazio. Questo ricorda molto la matrice pre-spaziale di J. Grinberg, dove non esiste il tempo reale.

Stephen Hawking ha reso famoso il concetto del tempo immaginario nel suo libro dal Big Bang ai Buchi Neri

Ecco quanto diceva il fisico sul tempo immaginario:

One might think that imaginary numbers are just a mathematical game having nothing to do with the real world… but it turns out that a mathematical model involving imaginary time predicts not only effects we have already observed but also effects we have not been able to measure yet nevertheless believe in for other reasons. So, what is real and what is imaginary? Is the distinction just in our minds?

Dunque, ancora una volta la Fisica si intreccia con Psicologia e le Neuroscienze. 

La Teoria Quantistica dei Campi

J. Grinberg, sebbene non fosse un fisico, aveva profonde conoscenze di fisica quantistica.

Ecco cosa scrive in un suo articolo:

Each elementary particle is a micro distortion of the basic high symmetry and high coherence lattice. Each activation of a neuronal cell is also a micro distortion of the same lattice. The conjugated activity of the brain creates a hypercomplex macro distortion of the lattice. This macro distortion results from the interactions between all the elementary micro distortions in each and every neuron in the brain and is called the “Neuronal Field.

According to the Syntergic Theory, perception appears as an interaction between an individual Neuronal Field and the lattice itself. This interaction between the Neuronal Field and the lattice creates a hypercomplex multidimensional interference pattern.

Questo modello trova corrispondenze anche Il modello del cervello dissipativo di G. Vitiello, il quale descrive e dinamiche della mente sulla base dei principi della Teoria Quantistica dei Campi (QFT).

La generazione di informazione da parte del cervello-mente avviene attraverso delle rotture di simmetria, accompagnate dai cosiddetti bosoni di Nambu Goldstone (NG). Semplificando, potremmo dire che i bosoni di NG costituiscono l’informazione quantistica che conferisce ordine e forma… le micro distorsioni di cui parla J. Grinberg.

Inoltre, secondo la QFT, i bosoni di NG sono sempre accompagnati da difetti topologici (ad es. micro-vortici nei liquidi cellulari).  Questi difetti topologici, a loro volta, creano le condizioni per il conferimento della massa ai bosoni di NG, attraverso le interazioni con i campi di Higgs. Il pensiero diventa energia e materia, nel verso senso fisico del termine.

Le immagini si possono dunque letteralmente materializzare al nostro corpo, ovvero possono avere un diretto impatto sul nostro stato e livello di benessere: ma lo diceva già J. Achterberg che le immagini sono da considerarsi causa e cura di ogni malattia.

Conclusioni

Riassumiamo i messaggi chiave di questo articolo:

  1. J. Grinberg sosteneva che l’attività della mente è in grado di generare un campo neuronale capace di plasmare la matrice pre-spaziale della realtà, una sorta di reticolo olografico non-locale che sta alla base di tutto. 
  2. A queste increspature del reticolo pre-spaziale prodotte dalla mente corrispondono delle immagini interiori del soggeto. Inoltre, tali increspature si propagano da mente a mente come fossero un moto ondoso che mette in comunicazione tutto con tutto.
  3. Secondo C.G. Jung, le immagini costituiscono il linguaggio dell’anima: evocano simboli, archetipi, che a loro volta sono contenitori di informazioni: sensazioni, emozioni, sentimenti.
  4. Per J. Hillman l’anima è la vera creatrice di tutte le immagini della nostra vita. Le immagini che sono dei veri e propri portali verso la visione immaginale della realtà, sia visibile sia invisibile. 
  5. J. Achterberg afferma che il dialogo con la mente attraverso il linguaggio delle immagini, che è anche il linguaggio per comunicare con la Natura.
  6. L’ipotesi di Sapir-Whorf, o ipotesi della relatività linguistica, afferma che lo sviluppo cognitivo di ciascun essere umano è influenzato dalla lingua che parla, e quindi dalle immagini interiori.
  7. La Teoria Quantica dei Campi (QFT), oggi, può arrivare a dimostrare come le immagini interiori, ovvero il pensiero, possono trasformarsi in energia e materia, nel verso senso fisico del termine.

Riferimenti

Hillman, J. Il codice dell’anima (Vol. 6). Adelphi Edizioni spa, 2014.

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