Neuroetica, Storia e Personaggi

Moralità, Coscienza e Altruismo nell’Uomo e negli Animali

La moralità è davvero una prerogativa esclusiva dell’essere umano? Le neuroscienze e l’etologia raccontano una storia diversa: il comportamento morale nasce da una spinta evolutiva e affonda le radici in forme già presenti in altri animali, in particolare nei mammiferi. Empatia, altruismo e cura dell’altro non sarebbero invenzioni umane, ma capacità profondamente radicate nel cervello […]

Moralità, Coscienza e Altruismo nell’Uomo e negli Animali
La moralità è davvero una prerogativa esclusiva dell’essere umano? Le neuroscienze e l’etologia raccontano una storia diversa: il comportamento morale nasce da una spinta evolutiva e affonda le radici in forme già presenti in altri animali, in particolare nei mammiferi. Empatia, altruismo e cura dell’altro non sarebbero invenzioni umane, ma capacità profondamente radicate nel cervello e condivise con molte specie.

La morale come prodotto dell’evoluzione

Secondo studiosi come Frans de Waal, la morale si è evoluta nel mondo animale, in particolare tra i primati, a partire da comportamenti quali la socializzazione, la sessualità, l’altruismo, l’empatia e la compassione. Tutti questi tratti avevano una funzione precisa: potenziare le possibilità di sopravvivenza dell’individuo e della specie.

Le ricerche hanno messo in luce che la moralità non è una prerogativa umana e si è evoluta a partire dagli “istinti sociali” degli animali. Si tratta dunque di un processo di natura biologica, profondamente radicato nel cervello, e non di una costruzione puramente culturale sovrapposta alla nostra natura.

Empatia e altruismo negli animali

Gli studi su scimpanzé, cani e altre specie rivelano straordinarie capacità sociali, cognitive e morali, per molti versi simili a quanto avviene tra gli esseri umani. Il cane, così come gli altri mammiferi, mostra un impulso altruistico: si attiva rispondendo ai segnali di sofferenza altrui e avverte il bisogno di intervenire. Esiste, in altre parole, una continuità emotiva tra l’uomo e gli altri animali.

Un esempio memorabile citato da de Waal è quello di un cane che non si allontanava mai da un cesto in cui si trovava un suo amico malato, un gatto. Già Darwin attribuiva a comportamenti di questo tipo un chiaro significato emotivo e affettivo. È stato inoltre accertato che perfino le formiche possono raggiungere forme di altruismo molto superiori a quelle degli esseri umani.

Attaccamento e cura dell’altro

La disposizione a estendere la cura verso gli altri poggia sul sistema dell’attaccamento, che diventa così una delle basi della morale. Tutte le specie di mammiferi conosciute, circa 5700, sono composte da individui sociali. I cani, e con loro molti altri mammiferi, si rivelano straordinariamente abili nel prevedere cosa desiderano i loro compagni umani o cosa faranno di lì a poco.

Una ricerca sugli scimpanzé ha rivelato diciotto casi di adozione di orfani, la metà dei quali da parte di maschi. Sono stati studiati anche comportamenti di topi maschi coinvolti nelle cure genitoriali. Da sempre, del resto, uomo e cane cooperano in molti modi diversi.

Il ruolo del cervello e degli ormoni

A “maternalizzare” il cervello provvedono anche gli ormoni: l’ossitocina, per esempio, agisce sui neuroni favorendo i comportamenti di cura. Alcuni mammiferi, come il cane, hanno persino appreso ad allevare la prole di altre specie, come gatti o maiali. Quando un cane si ricongiunge al proprio compagno umano avviene il rilascio di oppiacei endogeni, che generano sentimenti di gioia.

Le ricerche di Brian Hare e collaboratori mostrano che molte di queste capacità non sono apprese, ma innate. I cani comprendono ciò che il loro compagno umano può vedere, “implorano” per ottenere il cibo, evitano il cibo proibito, cooperano e sanno individuare il cibo nascosto in un punto che l’uomo sta indicando. Si tratta, per usare l’espressione di Michael Gazzaniga, di una vera moralità intuitiva.

Coscienza e consapevolezza negli animali

La capacità di empatia è presente nel cane, negli scimpanzé e in molte altre specie. Le conclusioni di numerosi neuroscienziati, tra cui Antonio Damasio, indicano che gli animali possiedono un certo livello di coscienza e forme di metacognizione. Il cane che riconosce dall’odore la propria urina distinguendola da quella di un altro cane mostra un certo grado di consapevolezza di sé.

Restano naturalmente da approfondire le somiglianze e le differenze nella lettura della mente tra l’uomo e le altre specie. La capacità morale, intesa come aiutare e prendersi cura degli altri, si collega infatti alla capacità di leggere la mente altrui, all’autoriflessione, all’altruismo e all’empatia. Una scoperta particolarmente significativa dimostra inoltre che non solo gli esseri umani, ma anche gli animali hanno una personalità individuale.

Domande frequenti

La moralità è solo umana?

Secondo le ricerche di etologi e neuroscienziati la moralità non è una prerogativa esclusiva dell’uomo. Le sue radici affondano negli istinti sociali dei mammiferi e dei primati, dai quali sono derivati comportamenti come l’altruismo, l’empatia e la cura dell’altro.

Gli animali provano empatia?

Molte specie mostrano segnali di empatia: reagiscono alla sofferenza altrui, intervengono per aiutare e stabiliscono legami affettivi. Cani, scimpanzé e altri mammiferi manifestano una continuità emotiva con l’essere umano che diversi studiosi considerano una forma di empatia autentica.

Che ruolo ha l’ossitocina nei comportamenti di cura?

L’ossitocina è un ormone che agisce sui neuroni favorendo i comportamenti di accudimento e di attaccamento. Contribuisce a “maternalizzare” il cervello, cioè a orientarlo verso la cura della prole, e più in generale sostiene i legami sociali sia negli animali sia negli esseri umani.

Gli animali hanno una coscienza?

Diversi neuroscienziati, tra cui Antonio Damasio, sostengono che molti animali possiedano un certo livello di coscienza e forme di metacognizione. Comportamenti come il riconoscimento di sé attraverso l’odore indicano un grado di consapevolezza, anche se resta aperto il confronto sulle differenze rispetto alla mente umana.

Morale, coscienza e altruismo non sono conquiste esclusive dell’uomo, ma il frutto di una lunga storia evolutiva condivisa con gli altri mammiferi. Empatia e cura dell’altro affondano le radici negli istinti sociali, sono sostenute da meccanismi cerebrali e ormonali precisi e ci ricordano quanto sottile sia il confine tra l’intelligenza morale umana e quella animale.
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