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Ing. Antonio Manzalini, PhD

Abstract

Secondo I. Newton lo spazio ed il tempo erano da considerarsi assoluti: un palcoscenico passivo dove hanno luogo gli eventi dell’Universo. A. Einstein ci ha dimostrato che lo spazio ed il tempo si fondono per costituire un unico tessuto, che non solo è relativo ma che può essere deformato dalla presenza della materia. Con la teoria del potenziale quantistico di D. Bohm si aprono nuovi orizzonti che superano il realismo locale della fisica classica e si spingono fino alla più intima natura della vita. Esiste un ordine sottostante la realtà definito da una rete di relazioni non-locali. Un ordine implicito che, secondo i più recenti sviluppi della fisica, avrebbe le caratteristiche di un fluido topologico, che tutto permea. Luce, materia, vita, emozioni e pensiero emergono da questo fluido in continuo movimento.

Il Potenziale di David Bohm

David Bohm è stato uno dei fisici più ispirati della sua generazione (1917-1992). Un’intelligenza eclettica che ha esteso i suoi interessi ed indagini oltre la fisica verso biologia, psicologia, filosofia e arte, sfidando il pensiero scientifico imperante.
D. Bohm sviluppò un’interpretazione alternativa a quella di Copenaghen secondo la quale una particella quantistica, ad es. un elettrone, ha un’esistenza probabilistica di tipo ondulatorio finché non viene osservata (collasso della funzione d’onda). In contrapposizione a questa interpretazione, D. Bohm asseriva che l’equazione d’onda che descrive lo stato di una particella non è solo una funzione matematica probabilistica, bensì è veramente reale. Inoltre, lo stato della particella è influenzabile dal potenziale quantistico, una grandezza non-locale, capace di operare ovunque istantaneamente. In altre parole, il potenziale quantistico è capace di collegare tra loro tutti gli elementi dell’universo.
Per spiegare il ruolo del potenziale quantistico, D. Bohm ha spesso usato la metafora della nave e del faro: una nave si dirige verso il porto grazie alla propulsione dei suoi motori, ma è guidata nella rotta dall’informazione fornita dal faro, o dal radar. La nave è come la particella, il potenziale quantistico è come la luce del faro, o l’informazione fornita dal radar: è informazione attiva, che guida, che dà forma al movimento. Un altro esempio, forse più in linea con quanto verrà riportato nel seguito, è quello della nave guidata da una corrente d’acqua attiva, intelligente.

Ricordo che secondo il principio di località, tra due eventi lontani ci può essere un rapporto di causa-effetto solo se essi sono connessi da una catena causale di eventi che si propaga con una velocità minore o uguale alla velocità della luce.

Il potenziale quantistico di D.Bohm è non locale, trascende il principio di località: è olografico, ovvero prevede che l’informazione attiva sia distribuita ovunque ed istantaneamente.

Analogie con il potenziale elettromagnetico

Per comprendere meglio il potenziale quantistico, può aiutare fare riferimento all’analogia con il potenziale elettromagnetico. Nel 1959 Y.Aharonov e D.Bohm pubblicano un articolo nel quale si descriveva la verifica sperimentale dell’omonimo effetto (effetto Aharonov-Bohm): una particella quantistica elettricamente carica (ad es. un elettrone) è influenzata da campi elettromagnetici anche in regioni in cui tali campi sono nulli. In quelle regioni, pur in assenza di energia elettromagnetica, opera il potenziale. L’esperimento sull’effetto Aharonov-Bohm, più comunemente descritto è questo: un elettrone, che passa attorno ad un lungo solenoide percorso da corrente, mostra una deflessione di fase, nonostante che in tale zona il campo magnetico sia nullo. Si ritiene che in questo caso ad influenzare la particella carica sia il potenziale vettore magnetico (figura 1). Questo è inspiegabile nella meccanica classica, ma è dimostrabile sperimentalmente.

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Figura 1 – L’effetto Aharonov-Bohm

Queste intuizioni condurranno D. Bohm ad estendere le sue teorie anche con il concetto di ordine implicato. La realtà si manifesta attraverso un ordine esplicato che ci appare ai sensi, ma esiste anche un ordine, detto implicato, che è sottostante il mondo fisico e che è definito da una rete di relazioni non-locali, anche basate sul fenomeno dell’entanglement.

Nel suo testo “Wholeness and the Implicate Order“, D. Bohm scrive: “Nell’ordine implicato, spazio e tempo non sono più i fattori dominanti che determinano le relazioni di dipendenza o l’indipendenza dei diversi elementi. Piuttosto, un altro tipo di connessione di base degli elementi è possibile, da cui le nostre nozioni ordinarie di spazio e tempo, insieme a quelle di particelle materiali separatamente esistenti, rappresentano astrazioni come forme derivate da un ordine più profondo. Queste nozioni ordinarie in realtà appaiono in quello che viene chiamato l’ordine esplicato, che è una forma speciale e distinta contenuta all’interno della totalità generale di tutti gli ordini implicati “.

L’informazione attiva delle immagini

Alla luce di tutto questo, viene dunque da chiedersi: ripensando all’informazione simbolica delle immagini archetipali di cui abbiamo parlato in [1], perché non vederla come una sorta di “informazione attiva”, proprio secondo l’accezione della teoria del potenziale quantistico di D. Bohm?

Essa infatti è capace di influenzare le dinamiche emozionali e fisiologiche del corpo determinando un diretto impatto sullo stato di benessere dell’organismo. Facile anche spiegarlo: i cinque sensi, attraverso i relativi recettori, trasformano i segnali ricevuti dall’esterno in impulsi e potenziali elettromagnetici (e quindi in reazioni chimiche) veicolati internamente ed elaborati dal sistema nervoso, e dal corpo: le immagini si combinano e gli vengono associate sensazioni, emozioni, sentimenti, insomma le immagini diventano informazione attiva, che guida lo stato di benessere del corpo fisico, nel complesso. 

Ci sono riscontri di questo anche nella fisica del cervello dissipativo di G. Vitiello [2]. La generazione di informazione attiva che dà forma al corpo avviene attraverso delle rotture di simmetria, che generano a loro volta i cosiddetti bosoni di Nambu Goldstone (NG) [3]. Queste particelle sono senza massa ed energia e quindi non-locali, in un certo senso come il potenziale quantistico. Dunque, l’ordine implicato è anche dentro noi.

Un ordine fluido nella informazione delle immagini

Riprendiamo l’analogia con il campo elettromagnetico. È risaputo che il campo elettromagnetico può essere matematicamente espresso, oltre che dalle equazioni di Maxwell, anche da una formulazione che contiene delle grandezze note come potenziale vettore magnetico ed il potenziale scalare elettrico.

Lo studio di queste equazioni ha rivelato che il potenziale vettore magnetico (quello di cui abbiamo parlato nell’effetto AB) potrebbe essere considerato come una sorta di velocità di un qualche fluido: un fluido che pervade la realtà, e noi stessi, livello fondamentale. Un fluido che non possiamo misurare con gli attuali strumenti di misura, ma di cui ne vediamo gli effetti. Ecco perché prima citavo l’esempio della nave sospinta da una corrente d’acqua (potenziale quantistico), attiva, intelligente.

Ovviamente non stiamo parlando del tanto discusso etere, ovvero quel ipotetico mezzo materiale attraverso cui si pensava si propagassero le onde elettromagnetiche prima dell’affermarsi della teoria della relatività ristretta. Stiamo parlando di una struttura topologica fluida che pervade la realtà a livello fondamentale, dalle cui fluttuazioni emerge il tutto.

Che lo spazio sia pervaso dal una sostanza fluida esilissima era già stato ipotizzato anche da Marco Todeschini, scienziato italiano (proposto nel 1974 per il Premio Nobel). Sulla base di questa assunzione, M. Todeschini sviluppò una teoria fisica capace di spiegare con un solo formalismo matematico gravità, elettricità, magnetismo, forze nucleari, etc. Un primo tentativo di grande unificazione della Fisica.

In sintesi, in base a quanto detto finora, gli effetti del potenziale quantistico di D. Bohm potrebbero essere ricondotti a quelli di un fluido che pervade tutta la realtà. Ci sono anche molteplici studi nell’ultimo ventennio che ripropongono, in vario modo, questo modello. La letteratura è ricca di esempi.

Un ordine fluido topologico

In conclusione, vorrei citare le ricerche del MIT (Prof. Xiao-Gang Wen), ispirate dallo studio dell’ordine topologico nella materia condensata, una fase della materia caratterizzata da un grande numero di costituenti e dalle loro forti reciproche interazioni.

L’ordine topologico può essere immaginato come una danza globale, in cui ogni particella danza con ogni altra particella in modo molto organizzato. Se tutte le singole particelle danzano seguendo una serie di regole locali, creano al tempo stesso un modello di danza globale, che corrisponde all’ordine topologico.

Questo non succede solo nella materia condensata in certe condizioni, ma anche a livello più profondo nella realtà. Tale danza collettiva di onde e vortici di informazione ci apparirebbe come un fluido percorso da moti collettivi (come fossero correnti d’acqua e vortici nel mare): luce, materia [4], vita, emozioni e pensiero emergono da questo fluido fondamentale in continuo movimento.

Non entriamo ovviamente nei dettagli matematici di queste assunzioni, ma vorrei lasciare il messaggio finale che non stiamo parlando di argomenti generalisti o di quantistica pseudoscientifica: questa è l’avanguardia della vera fisica, per quanto strana possa apparire al nostro ordinario modo di pensare e vedere la realtà.

Conclusioni

La realtà, nella sua più intima e profonda natura, è come fluido di onde e vortici di informazione non-locale, la cui velocità di movimento crea, dà forma e guida la materia. Luce, materia, vita, emozioni e pensiero emergono da questo fluido in continuo movimento, che tutto permea ed unisce. C.G. Jung l’avrebbe probabilmente chiamato Pleroma, inizio e fine di ogni Creatura [5].

L’informazione attiva (o potenziale quantistico di D. Bohm) è come la velocità del fluido topologico che pervade la realtà (questo per chi è interessato l’ho dimostrato anche matematicamente). I bosoni di NG in movimento, che accompagnano il pensiero e le emozioni [2], appaiono come correnti vorticose che agitano il fluido topologico: questo lascia anche immaginare come la Mente possa influenzare la materia.

La malattia assume il significato di una tempesta nel movimento del fluido topologico, che può materializzarsi in significati simbolici, cariche elettriche, con i relativi campi elettromagnetici, ed anche materia.

Bibiografia

[1] Manzalini, A. Il linguaggio delle immagini diventa energia/materia. Neuroscienze, 2019; disponibile al link https://www.neuroscienze.net/quando-le-immagini-simboliche-diventano-energia-materia/

[2] Vitiello, G. Essere nel mondo: Io e il mio Doppio. Freeman, 2004, 2006

[3] Manzalini, A. L’informazione più profonda dell’essere. Neuroscienze, 2019; disponibile al link  https://www.neuroscienze.net/teoria-quantistica-dei-campi/

[4] Wen, X. G. Topological order: From long-range entangled quantum matter to a unified origin of light and electrons. ISRN Condensed Matter Physics, 2013[5] Jung, C.G., I Sette Sermoni; disponibile al link http://www.fuocosacro.com/pagine/gnosticismo/settesermoni.htm